9 dicembre 2019
Aggiornato 05:00
Vicenda Fiat

D'Antoni: Sacconi surreale ma anche Cofferati sbaglia

«Puntare a modello di democrazia economica che coinvolga i lavoratori»

ROMA - «Sulla Fiat Sacconi è surreale, ma anche Cofferati sbaglia». Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, responsabile Pd dell'organizzazione e delle politiche sul territorio commentando le interviste odierne del responsabile del welfare e dell'ex leader Cgil.

«Pilatismo dell'esecutivo» - «Le dichiarazioni del ministro sulla vicenda Mirafiori e sui delicati temi della rappresentanza e della democrazia economica sono a dir poco surreali - spiega D'Antoni -. L'improbabile lezione arriva da un governo che si è mostrato del tutto incapace di produrre anche solo l'idea di una politica industriale, sbattendo le porte in faccia alla concertazione e lavorando esclusivamente contro l'unità sindacale. Il pilatismo dell'esecutivo, la sua incapacità di proporre veri modelli alternativi e la sua sistematica assenza al tavolo della trattativa, da una parte rischia di abbandonare al mero rapporto di forza ogni accordo tra parti sociali e dall'altra nega un orizzonte strategico che coniughi le sfide della competitività e l'allargamento dei diritti dei lavoratori».

Questa sfida, secondo D'Antoni, «deve essere assolutamente raccolta e non rendersene conto come fa Cofferati significa non capire che il mondo è cambiato. Solo una prospettiva di lotta unitaria che si affranchi dalla logica del conflitto può garantire uno 'scambio' proficuo per i lavoratori. Sarebbe ora che Cofferati se ne rendesse conto perchè la vicenda Mirafiori offre l'opportunità di intraprendere un cammino di coesione nel mondo del lavoro. E di puntare a un modello di democrazia economica realmente partecipativo, che miri al coinvolgimento attivo dei lavoratori nelle sedi decisionali delle grandi aziende, secondo il principio sancito dall'articolo 46 della Costituzione».