25 novembre 2020
Aggiornato 03:00
Crisi economica

Crolla la fiducia degli italiani nella politica

Rapporto Confesercenti-Ispo: scivola al 23% la quota che giudica bene l'azione dell'Esecutivo. 6 italiani su 10 temono per il posto di lavoro

ROMA - Gli italiani sono ancora molto preoccupati per la situazione economica e occupazionale ma soprattutto hanno sempre meno fiducia nei principali attori della vita politica e sociale: Governo, opposizione, enti locali, sindacati, mondo bancario ma non escono indenni neanche le associazioni delle Pmi. Colpiti dalla crisi ora provano a guardare al 2011 con qualche speranza. E' quanto emerge dal quarto rapporto su 'Gli italiani e la crisi' promosso da Confesercenti-Ispo.

SCIVOLONE - Nell'ottobre del 2009, primo rapporto sulla crisi, il 31% del campione intervistato riteneva certamente positivo l'operato del Governo, a settembre di quest'anno si scende al 23% con uno 'scivolone' di otto punti percentuali. Male anche per l'opposizione che è scesa all'11% così come Regioni ed enti locali che passano dal 26% del 2009 al 22% di settembre 2010.

VENTURI - «Si deve elevare la qualità del confronto politico e sociale - annuisce Marco Venturi, presidente Confesercenti - se non vogliamo sprecare altri preziosi mesi». Cinque le mosse proposte da Confesercenti per rilanciare lo sviluppo: taglio coraggioso delle spese, meno pressione fiscale, investire in infrastrutture, autonomia energetica, lotta alla criminalità.

PREOCCUPA IL LAVORO - Temono per il proprio posto di lavoro sei italiani su dieci mentre una famiglia su cinque rimane ancora direttamente coinvolta dalla crisi. È quanto emerge dal IV Rapporto su 'Gli italiani e la crisi' promosso da Confesercenti-Ispo. Il 61% degli italiani si dichiara molto preoccupato e cresce in particolare il numero di coloro che si dicono molto allarmati (dal 28 al 31%). Paradossalmente sono i diplomati e laureati a dormire sonni meno tranquilli rispetto a coloro che hanno conseguito solo la licenza elementare o media. E in prima fila, tra coloro che mostrano preoccupazione, ci sono i giovani fra i 18 e i 34 anni. Altra singolarità si nota nella distribuzione della preoccupazione più alta per aree geografiche: in questo caso sale di ben 11 punti nel Nordest (dal 21% di maggio al 32% di settembre 2010), mentre nel Sud sale solo di un punto (dal 36% al 37%).
Una famiglia su cinque rimane direttamente coinvolta dalla crisi, soprattuto al Centro Italia, mentre 9 italiani su 10 restano ancora molto preoccupati per la situazione economica italiana. Anche qui sono soprattutto gli abitanti del Centro (94%) e del Sud (95%). In leggero calo, invece, le percentuali al Nordovest (dal 92% al 91%) e al Nordest (dal 94% al 90%).