27 luglio 2021
Aggiornato 00:30
Premio in USA

Elkann: con Chrysler condividiamo gli stessi valori

Il Presidente Fiat ha ricevuto premio Appeal of Conscience Foundation: «E' la nostra grande sfida negli States»

NEW YORK - A New York per il gala dell'Appeal of Conscience Foundation al Waldorf Astoria Hotel, il presidente di Fiat John Elkann ha parlato anche di Chrysler e della «grande sfida in cui (la casa automobilistica italiana) è impegnata negli Stati Uniti». Come ha spiegato, le due società «sono diverse per storia e tradizione, ma stanno lavorando insieme perché condividono pochi principi in cui tutti credono». Ed è proprio questa la base su cui costruire: «condividere questi valori è quello che ci fa lavorare bene insieme», ha detto.
Elkann, che ha ricevuto il premio che la fondazione assegna ogni anno a un capo di stato o di governo e a due personaggi del mondo degli affari, ha messo in luce i punti in comune tra il gruppo automobilistico e l'organizzazione interconfessionale fondata dal rabbino Arthur Schneier nel 1965 per promuovere la libertà religiosa, la pace e la tolleranza.
«Il merito è il cuore di quello che facciamo perché è in questo modo che diamo ai singoli la possibilità di emergere indipendentemente dal colore della sua pelle o dal paese di origine. Una società meritocratica è una società in cui libertà, democrazia e diritti umani trovano terreno fertile», ha detto.

UN GRANDE ONORE - Come era già successo 25 anni fa anche a suo nonno, l'avvocato Gianni Agnelli, Elkann è stato premiato per il contributo offerto alla cooperazione internazionale e interconfessionale. «E' un grande onore, i valori in cui crede la fondazione sono gli stessi con cui sono cresciuto. Promuovere pace, tolleranza e comprensione al di là dei confini religiosi e culturali è una priorità per tutti coloro che credono che solo lavorando insieme sia possibile allargare i benefici che derivano da libertà e prosperità», ha detto, ricordando le parole che il nonno pronunciò nel 2002, «dove passano le merci non passano i soldati».

GLI ALTRI PREMIATI - Oltre ad Elkann sono stati premiati anche Stephen Schwarzman, amministratore delegato e co-fondatore di Blackstone Group, e il primo ministro indiano Manmohan Singh (il suo premio è stato ritirato dall'ambasciatrice indiana negli Stati Uniti Meera Shankar). A consegnare i premi insieme al rabbino Schneier c'erano l'amministratore delegato di Coca Cola Muhtar Kent e il presidente e amministratore delegato di Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton Bernard Arnault.
«Sono felice di premiare un collega e imprenditore europeo. E' affascinante cosa sia riuscito a fare a una così giovane età. Ora c'è Chrysler e ne farà un grande successo», ha detto Arnault di Elkann, 34 anni, sottolineando che anche se le loro società operano in settori molto diversi, «condividono gli stessi valori, che vanno indietro nel tempo. Entrambe le società appartengono a una famiglia, sono quotate e devono seguire il rigore dei mercati anche in un periodo difficile».
«Sono nato a New York, cresciuto in Europa e in Sudamerica, ho lavorato in molti paesi. Mio padre è ebreo, mia madre cattolica e la mia famiglia allargata include buddisti e musulmani. E' stato un privilegio provare in prima persona i benefici dell'esposizione a culture e religioni che la Fondazione promuove», ha detto Elkann, mentre ad ascoltarlo c'erano tra gli altri il consigliere economico della Casa Bianca Paul Volcker, il primo ministro di Romania Emil Boc, e Ivanka Trump con il marito Jared Kushner.