25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Scenari economici

Confindustria: la ripresa rallenta

Lo sostiene il centro studi: «Ma c'è prudente ottimismo, frenata solo per due trimestri. 480mila occupati in meno dal 2008 al 2010»

ROMA - La ripresa economica rallenta e iniziano a soffiare «venti contrari». Lo sostiene il centro studi di Confindustria (Csc) nel rapporto d'autunno sugli scenari economici. «L'estate - spiega il Csc - ha accumulato nuovi dubbi sugli sviluppi nell'immediato futuro. La messe di statistiche congiunturali è stata più scarna di notizie positive e fa presagire un rallentamento. È legittimo il timore che la frenata sia determinata dal prevalere di venti contrari che impediscono il consolidamento e l'autostenibilità della fase espansiva».
Tuttavia, il centro studi «ritiene tuttora più probabile uno scenario ispirato a un prudente ottimismo, dove i rischi al ribasso sono bilanciati da possibili sorprese positive, le forze negative non sono destinate a prevalere e la frenata resta confinata a un paio di trimestri, essendo il frutto del naturale succedersi di strappi in avanti e momenti di riposo».

OCCUPAZIONE - Alla fine del 2010 l'economia italiana avrà 480mila occupati in meno rispetto all'inizio del 2008, ovvero dall'inizio della crisi. È la stima del centro studi di Confindustria nel rapporto d'autunno sugli scenari economici. Il Csc prevede infatti che «il 2010 si chiuderà con 480mila occupati in meno rispetto all'inizio del 2008». Negli ultimi sei mesi di quest'anno, in particolare, sono a rischio 30mila lavoratori.

PIL - L'economia italiana frena e il centro studi di Confindustria (Csc) conferma le stime sul Pil del 2010 ma rivede al ribasso la previsione per il prossimo anno. Nel rapporto d'autunno sugli scenari economici, il Csc afferma infatti che «la ripresa italiana e internazionale perde slancio dopo l'accelerazione superiore alle attese nella prima metà dell'anno». Il Pil italiano sale quindi dell'1,2% nel 2010 (stessa stima indicata a giugno) e dell'1,3% l'anno prossimo, mentre la previsione precedente era 1,6%.
«Tenendo conto delle statistiche estive - spiega il centro studi - meno brillanti dell'atteso anche per l'economia italiana, e di un tasso di cambio più sfavorevole, le previsioni di crescita vengono ritoccate all'ingiù nel 2011, quando la frenata globale si farà sentire in Eurolandia e in Italia». Alla fine del biennio «sarà del 3,7% il minor prodotto da recuperare e di questo passo i valori medi del 2007 non si raggiungeranno prima del 2013».

FISCO - L'evasione fiscale è ormai a livelli «sbalorditivi» e vale molto più di 125 miliardi di euro. «L'ammontare delle risorse sottratte ogni anno alle casse dello Stato ha raggiunto cifre sbalorditive: 125 miliardi secondo i calcoli del Csc elaborati a giugno, che alla luce dei nuovi dati sul sommerso diffusi nel frattempo dall'Istat appaiono nettamente sottostimati».