23 aprile 2024
Aggiornato 01:00
Economia

Tremonti promette una riforma fiscale concertata

Il Ministro dalla scuola politica del PDL: «Sviluppo senza aumentare il deficit. Al Sud un grande spreco di fondi»

GUBBIO - Una riforma fiscale concertata con le parti sociali che non abbassi «magicamente» le tasse ma che razionalizzi un sistema che non cambia da decenni. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dalla Scuola di formazione politica del Pdl a Gubbio, rilancia sul processo di modifica del sistema fiscale e avverte che le misure per lo sviluppo non possono essere fatte aumentando il deficit. «Non si può pensare allo sviluppo fatto con il deficit come è stato fatto in tanti anni», afferma il titolare del Tesoro.

MEZZOGIORNO - Il ministro - in look informale con magliocino e camicia «stile Marchionne» ('Io, dice Tremonti ai giornalisti, lo metto da una vita - torna poi a puntare il dito contro lo spreco dei fondi pubblici al Sud, invoca per il Mezzogiorno «una regia generale dello Stato e sottolinea l'importanza di una Cassa per il Mezzogiorno. Il responsabile dell'Economia critica, quindi, la quantità di fondi stanziati dal Cipe che non sono stati spesi, fra cui 5 miliardi per la ricerca al Sud.

PATTO DI STABILITA' - Gran parte del suo intervento è tuttavia dedicato all'Europa, alla crisi e in particolare all'esigenza di un nuovo Patto di stabilità e crescita con una sessione di bilancio comune. «E' un passaggio di rilievo costituzionale fondamentale: chi non lo vuole - avverte - esca dall'Euro». Secondo Tremonti, inoltre, l'Italia per essere più forte in Europa dovrebbe «concentrare la sua presenza all'estero».

PRIVATIZZAZIONI - «La Germania ha massa critica, noi un po' l'abbiamo persa con le privatizzazioni. Perché si e' fatto lo spezzatino dell'Enel? Mi chiedo: a chi conveniva? Certo, no ai consumatori. In Francia c'e' un gigante e noi abbiamo lo spezzatino... Già la parola indica quali appetiti abbia scatenato, c'e' un refrain freudiano...». Con una battuta il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, critica il modus operandi dei governi passati nel settore delle privatizzazioni. «Certo -spiega Tremonti nel suo intervento a Gubbio- anche da noi ci sono i grandi gruppi, ci sono quelli dello Stato, ce ne sono anche di privati che però non sono stati oggetto delle occhiute attenzioni dei privati, perché appunto lo erano già, fortuna loro».