23 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Insider trading

La Consob multa i soci dell'ex Cdb Web Tech (De Benedetti)

Sanzioni per un totale di 3,5 milioni di euro.Tra i colpiti anche alcune persone appartenenti all'entourage familiare dell'Ingegnere e della moglie Silvia Monti

TORINO - Multe e confische di beni. La Consob ha puntato l'indice su Cdb Web Tech, un fondo «salva-imprese» che faceva capo a Carlo De Benedetti, facendo pagare 3,5 milioni di euro: 1,5 milioni di multe e circa 2 milioni di euro di confisca di beni per i soggetti coinvolti. Si conclude così l'inchiesta della Consob su una vicenda di insider trading, risalente al 2005. I soggetti sanzionati sono la società Ca.Bim. e i soggetti fisici Davide Colaneri, Daniele Dolci, Renata Cornacchia, Augusto Girardini, Alberto Gianni, Una Donà Dalle Rose e Alessio Nati, alcuni dei quali vicini allo stesso De Benedetti.

Secondo la ricostruzione della Consob, le sanzioni nascono da un abuso di informazioni privilegiate che sarebbe stato commesso nell'estate del 2005, quando il 13 luglio, il cda di Cdb Web Tech decise di avviare una nuova attività come fondo 'salva-imprese'.
Secondo i rilievi della Consob Nati, all'epoca manager di Banca Intermobiliare e marito di Una Donà Dalle Rose, figlia dell'attuale moglie di De Benedetti (Silvia Monti Cornacchia) avrebbe offerto informazioni privilegiate. In pratica ci sarebbe stata una violazione da «parte del signore Alessio Nati dell'art 187-bis per aver comunicato ai signori Daniele Dolci, Davide Colaneri e Alberto Gianni l'informazione privilegiata concernente il progetto dell'avvio da parte di Cdb Web Tech della nuova iniziativa di investimento in imprese in difficoltà, conoscendo o potendo conoscere in base a ordinaria diligenza il carattere privilegiato di tale informazione», stando a quanto riporta Consob.
Nell'estate 2005 Cdb Web Tech cambiò quindi la sua «mission» aziendale, divenendo di fatto un fondo 'salva-imprese'. Ad approvare il cambio una delibera del consiglio di amministrazione del fondo di De Benedetti del 13 luglio 2005, ma la delibera fu comunicata al mercato solo il 28 luglio. In quei 15 giorni i soggetti sanzionati avrebbero acquistato titoli Cdb, per rivenderli realizzando plusvalenze dopo che la notizia fu diffusa.