13 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Rapporto Svimez

Il Pil del mezzogiorno indietro di 10 anni

7 milioni a rischio povertà. L'Industria del Sud a rischio estinzione. Persi 61mila posti di lavoro nel 2009

ROMA - Un Sud in «recessione» che da otto anni cresce meno del Centro-Nord e il cui Pil nel 2009 è tornato ai livelli di dieci anni fa con un impatto negativo da parte della crisi economica che ha colpito «tutti i settori». Un'area dove «6 milioni e 830mila persone sono a rischio povertà». E' questa la fotografia scattata dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010.

Nel 2009 il Pil del Sud è calato del 4,5%, un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). A livello settoriale nel 2009 anche l'agricoltura meridionale è stata investita dalla crisi, con un crollo del valore aggiunto del 5%, contro il -1,9% del Centro-Nord. A fare le spese maggiori della crisi, l'industria, con un crollo del valore aggiunto industriale nel 2009 del 15,8%, mentre le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo del 16,6%. In questa situazione, secondo la Svimez che rilancia il tema della fiscalità di vantaggio, l'industria del Sud è a «rischio estinzione»: dal 2008 al 2009 l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si è ulteriormente aggravato.