10 luglio 2020
Aggiornato 20:30
E’ il saldo migliore degli ultimi 8 anni

Imprese a Ferrara: lo sguardo è già oltre la crisi, +354 tra aprile e giugno

Si consolida la ripresa delle iscrizioni, continua il calo delle cessazioni in recupero anche gli artigiani (+1,04%). Diminuiscono i fallimenti

FERRARA - Segnali di fiducia più robusti da parte del sistema imprenditoriale ferrarese, che ha ripreso a guardare in avanti e a scommettere sul mercato, nonostante la crisi non possa purtroppo ancora dirsi del tutto alle spalle. Si può leggere in questa chiave il dato positivo che emerge dalla rilevazione trimestrale sulla nati-mortalità delle imprese della nostra provincia nel secondo trimestre dell’anno fotografati attraverso l’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio sulla base dei dati di Unioncamere e di Movimprese.

Tra aprile e giugno, infatti, il bilancio anagrafico delle imprese ferraresi è stato positivo per 354 unità (lo 0,95% in più). Si tratta del miglior risultato nel II trimestre degli ultimi otto anni, tanto che Ferrara (18a nella graduatoria nazionale in ordine decrescente) precede la quasi totalità delle province della regione Emilia-Romagna, con le sole eccezioni di Rimini (3a) e di Modena (17a). Il saldo del trimestre è frutto di un significativo aumento delle nuove iscrizioni, pari a 658 unità (86 in più rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente) e di una più significativa diminuzione delle cessazioni, scese a 304 unità (86 in meno di quelle del II trimestre 2009). Il gioco dei due flussi riporta così il tasso di crescita del periodo (+0,95%) a superare il dato nazionale, pari a +0,78%. In particolare, fanno sapere gli analisti della Camera di Commercio, mentre il flusso delle nuove iscrizioni appare consolidarsi su livelli ‘normali’, quello delle cessazioni sta perdendo il carattere ‘emorragico’ degli ultimi due anni, per ritornare ad un ritmo più fisiologico dei ricambi e delle sostituzioni.
Si restringe, inoltre, l’area delle imprese chiuse come conseguenza dell’apertura di procedure fallimentari. Nel periodo gennaio-giugno del 2010 sono state 25 le sentenze emesse dal Tribunale di Ferrara, a fronte delle 28 del corrispondente periodo del 2009, facendo così passare l’indicatore di riferimento dallo 0,73 allo 0,66 ogni mille imprese registrate. In particolare, diminuiscono le sentenze di fallimento per le società di capitale, che scendono da 22 a 16 (10 delle quali nel settore manifatturiero, 4 nel commercio e 2 nelle costruzioni).

«Si stanno ricostituendo le condizioni per operare bene sul mercato ed i ferraresi stanno rispondendo con fiducia, ridando forza al tessuto imprenditoriale. E’ un segnale importante, perché la fiducia nell’impresa è la base per restituire slancio alle attività e rimettere in moto il circuito che porta alla crescita dell'occupazione ed alla garanzia dei salari». Così il commento del Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati, ai dati dell’Osservatorio dell’economia. «Il lavoro resta infatti la priorità cui guardare, e la presenza di imprese in difficoltà che ci segnalano le aperture fallimentari deve indurci a non sottovalutare la coda della crisi e i suoi effetti negativi più strutturali. Per sostenere questa rinnovata vitalità – conclude il Presidente - occorre soprattutto insistere nella semplificazione delle procedure necessarie non solo per avviare un’attività d’impresa ma, soprattutto, per gestirla».

Tra i settori, a reagire meglio alla crisi, escludendo le attività legate alla pesca, sono quelli dei servizi alle imprese, che chiude il terzo trimestre con un saldo positivo di 45 unità (+6,1%), dei servizi di informazione e comunicazione (+5,1%), del turismo (alberghi e ristoranti), con 53 imprese in più (+2,26%), e del commercio, che fa segnare 41 imprese in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,53%). Viceversa, calano, sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, non soltanto le imprese agricole (-251 unità), ma anche quelle manifatturiere (-94) e quelle operanti nelle costruzioni (-68) e nei trasporti (-42).

Le forme giuridiche. In termini assoluti, il bilancio positivo del trimestre è stato determinato principalmente dalle società di capitale (+1,52%) e dalle imprese individuali (+0,96%). In termini relativi, queste ultime mostrano inoltre di essere la forma giuridica più dinamica (+2,48% il tasso di crescita trimestrale, in significativo rialzo rispetto alla performance del II trimestre 2009 quando fu dell’1,11%). Sopra la media anche l’aggregato delle «altre forme» che include (cooperative, consorzi, società consortili, eccetera) e che nel trimestre è cresciuto dell’1,62% (pari ad un saldo di 18 unità).