3 dicembre 2020
Aggiornato 02:30
Industria alimentare

Nutella, UE: mai proposto di vietarne la vendita

La precisazione dell'ufficio stampa dell'Europarlamento dopo le polemiche italiane

BRUXELLES - «I deputati europei non stanno cercando di vietare la vendita o la commercializzazione della Nutella». Lo afferma a chiare lettere un comunicato diramato questo pomeriggio a Bruxelles dall'ufficio stampa dell'Europarlamento, puntualizzando che, nonostante le polemiche montate in Italia, nella legislazione Ue in discussione attualmente «non vi sono proposte volte a includere sulle etichette degli alimenti avvertenze sanitarie e neanche per vietare la commercializzazione o la vendita di qualsiasi prodotto».

Non si tratta di una marcia indietro, ma di una precisazione rispetto alle polemiche seguite alla diffusione della notizia, totalmente infondata, di un tentativo europeo di mettere «fuori legge» la Nutella a causa del suo 'profilo' nutrizionale dieteticamente poco equilibrato (gli ingredienti principali sono zuccheri e grassi, con nocciole e cacao che entrano per meno di un quarto del suo contenuto). Il mito della 'guerra dell'Ue alla Nutella' era nato a seguito del voto Dell'Europarlamento sulle nuove norme per l'etichettatura alimentare, il 16 giugno scorso.

Durante il voto non era passato per un soffio il tentativo delle lobby dell'industria alimentare di abrogare la normativa comunitaria sui 'profili nutrizionali', che è già in vigore, ma ancora parzialmente inapplicata, e questo aveva dato la stura alle polemiche in Italia.

Le norme sui 'profili nutrizionali' metteranno sotto controllo le indicazioni sanitarie e nutrizionali (come ad esempio la dicitura «per una colazione sana» oppure «buono per il cuore», o ancora «per una dieta equilibrata«) contenute sull'etichetta dei prodotti, verificandone la coerenza e la veridicità. In pratica, servirà ad evitare che le aziende alimentari ingannino il consumatore con messaggi non corretti o esagerati sui benefici dei loro prodotti per la salute e la nutrizione equilibrata.

In base alle proposte attuali sull'etichettatura, approvate il 16 giugno dall'Assemblea, il contenuto di sale, grassi e zucchero diventerebbe un'informazione obbligatoria sulle etichette degli alimenti. La normativa proposta - precisa ancora il servizio stampa dell'Europarlamento - sarà approvata soltanto se e qualora si raggiungerà un accordo tra il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'Ue. Le discussioni sono in corso e nessun accordo è previsto prima della metà del 2011. Le norme entrerebbero in vigore dopo tre anni per le imprese (oppure dopo cinque anni per le piccole imprese) per permettere loro di conformarsi alle nuove disposizioni. I supermercati e i negozi alimentari saranno interessati da tali cambiamenti al più presto a partire dal 2014.