Cgil: Medici verso lo sciopero, 12.000 tagli
E' quanto ha dichiarato in una nota Massimo Cozza: «A rischio i reparti di pronto soccorso»
MILANO - La manovra è una «miscela esplosiva» che nei prossimi due anni potrà comportare 12.000 tagli di medici nella sanità pubblica ed «il taglio del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini» con rischi particolari per i reparti di emergenza e pronto soccorso. E' quanto ha dichiarato in una nota Massimo Cozza, segretario nazionale della Cgil Medici, che invita «tutti i medici del servizio sanitario nazionale alla mobilitazione, a manifestare insieme a tutto il pubblico impiego il 12 giugno a Roma con la Cgil, fino ad arrivare allo sciopero generale che dovrebbe essere proclamato entro giugno. Siamo pronti - aggiunge - anche a proteste unitarie con gli altri sindacati medici».
«Il dimezzamento dei precari nel pubblico impiego e la cancellazione dell'80% delle consulenze, così come previsto dalla manovra economica del Governo, mette a rischio - commenta - nelle Regioni che la recepiranno, il funzionamento dei servizi per l'emergenza e i pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12.000 medici precari. Il taglio del 50% dei circa 7.000 medici a tempo determinato, censiti dalla Ragioneria generale dello Stato, e dei medici precari 'invisibili' con rapporti di lavoro atipici e di consulenza, si aggiungerà alla mancata sostituzione per il blocco del turn over dell'80% dei medici dipendenti che andranno in pensione».
«Ancora più grave - aggiunge - sarà la situazione nelle Regioni soggette ai piani di rientro - Lazio, Campania, Molise, Calabria, Abruzzo e Sicilia - dove il blocco del turn over è spesso totale. Ad esempio nel Lazio, che vede la presenza di circa 1.500 medici precari, sono a forte rischio di chiusura alcuni reparti del Policlinico di Roma, dalla pediatria a servizi di radiologia e di rianimazione, e i pronto soccorso di alcuni ospedali di provincia».
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