19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Pernod Ricard

Ramazzotti: un progetto nell'ottica dell'ecosostenibilità

L’anima green di Ramazzotti invade la bottiglia dell’amaro italiano più famoso al mondo

Fin dal lontano 1815, anno in cui Ausano Ramazzotti inventò a Milano l’esclusiva miscela di 33 erbe e radici provenienti da tutto il mondo, l’Amaro Ramazzotti è sinonimo di naturalità. Una vocazione ecologica che va oltre al mero prodotto per divenire la base, operativa e concreta, di efficaci progetti all’insegna dell’ecosostenibilità.
Rientra in quest’ottica la nuova bottiglia introdotta recentemente sul mercato. Stessa forma, stessa qualità, ma una significativa riduzione di peso (-10%).
La bottiglia più leggera permetterà un considerevole risparmio nell’utilizzo del vetro, economizzando risorse e limitando gli sprechi.

Un investimento tecnologico importante, un cambiamento dalla forte valenza ecologica, un vivido impegno di responsabilità sociale ed ambientale.
Un segnale importante, che ha effetti a cascata incidendo su ogni passaggio della filiera, ovvero dalla produzione fino al trasporto e alla consegna del prodotto.

Tradotta in cifre, questa piccola grande rivoluzione:
• consentirà di risparmiare circa 900 tonnellate di vetro all’anno
• permetterà una riduzione del «CarbonFootprint» (il totale dei gas a effetto serra emessi dalle attività di un’azienda) pari a circa 600 tonnellate di anidride carbonica all’anno, che equivalgono alle emissioni di 4.000.000 di km percorsi con una macchina.

Questa iniziativa rientra nell’ambizioso progetto teso alla salvaguardia dell’ambiente in senso lato, iniziato con la ristrutturazione e la modernizzazione dello stabilimento di Canelli lo scorso anno e che oggi vede Ramazzotti impegnato attivamente in un progetto ecosostenibile aziendale: Pernod Ricard è infatti una delle prime 100 aziende che ha aderito all’iniziativa Global Compact promossa dall’ONU.
L’Italia rappresenta il paese pilota e in quest’ottica Ramazzotti ha sposato la mission di PlaNet Finance - l’organizzazione no-profit creata dal famoso economista e saggista francese, Jacques Attali, il cui obiettivo è di lottare contro la povertà nel mondo promuovendo e sviluppando la microfinanza e la cui sede italiana è temporaneamente ospitata presso gli uffici di Pernod Ricard Italia; nel caso di Ramazzotti, si contribuisce attivamente sostenendo i piccoli produttori di spezie, elemento principe dell’amaro.

Inoltre sulla base del contratto stipulato con la società EGEA per la fornitura di energia elettrica, Pernod Ricard Italia potrà fare una verifica della sua efficienza energetica, l’Energy Management Audit.

Sarà compiuta, prima in stabilimento e poi in sede, un’attività di analisi e diagnosi nel settore energetico di edifici ed impianti, finalizzata alla definizione dei fabbisogni e dei consumi energetici (elettrici, termici, etc.) per il riscaldamento, il condizionamento e per i cicli produttivi.

Espressione tangibile di questo nuovo modus operandi è il restyling della grafica dell’etichetta, voluto per sottolineare la modernità di un prodotto e di un’azienda inserita coscientemente nel proprio tempo e pronta ad affrontare le sfide di un futuro che è e deve essere improntato al risparmio delle risorse energetiche e intessuto di responsabilità sociale.
Un’immagine pulita, lineare, che recupera la storia e la tradizione di un amaro dalla ricetta naturale, senza uso di coloranti o aromatizzanti artificiali, nell’ottica di una contemporaneità in continua evoluzione.