22 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Pubblico impiego. Scuola

Svolta su contratto presidi: il Miur sblocca i fondi regionali

Scaduto da più di 50 mesi: saranno tutti destinati agli aumenti stipendio

ROMA - Il contratto nazionale degli oltre 10mila dirigenti scolastici della scuola italiana, scaduto da più di 50 mesi, è probabilmente giunto ad una svolta: oggi le organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza scolastica - Cida-Anp, Flc-Cgil, Confsal-Snals e Uil Scuola - hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con il ministero dell'Istruzione finalizzato alla risoluzione dei problemi emersi nella gestione dei contratti integrativi regionali per il periodo 2007/2009.

Il raggiungimento dell'accordo sull'assegnazione delle risorse era ritenuto dai sindacati un «passo» indispensabile ai fini del buon esito del complesso rinnovo contrattuale. Tanto che gli stessi sindacati giovedì scorso avevano presentato al capo dipartimento di viale Trastevere un vero e proprio ultimatum: avevano chiesto garanzie sul fatto che i fondi regionali fossero interamente destinati ad incrementare i livelli retributivi di tutti i dirigenti. E così è stato.

«Nel protocollo d'intesa - fanno sapere oggi i sindacati attraverso un comunicato sottoscritto anche dal ministero di viale Trastevere - si è convenuto che saranno rispettati i contratti regionali, certificati dagli organi di controllo e che pertanto le risorse messe a disposizione per il rinnovo del contratto attualmente in discussione all'Aran saranno integralmente destinate agli incrementi retributivi spettanti a tutti i dirigenti scolastici».

L'intesa permetterà, ora, di trovare più facilmente un'intesa sul contratto nazionale scaduto oltre quattro anni: anche su questo versante molto dipenderà, però, anche dalle risposte del governo. I sindacati chiedono l'equiparazione dello stipendio percepito dai presidi a quello degli altri dirigenti pubblici.

Premesso che è molto difficile che ciò avvenga - il divario medio è di oltre 20mila euro annui -, alla luce degli acquisiti aumenti integrali provenienti delle regioni, le organizzazioni sindacali si potrebbero a questo punto accontentare anche di un incremento inferiore.