15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Trasporto marittimo

Confitarma: interessati alla privatizzazione di Tirrenia

«Occorre verificare la compatibilità dell'operazione a livello comunitario»

ROMA - Gli armatori confermano il loro interesse al bando di gara per la privatizzazione di Tirrenia e di Siremar, ma occorre verificare la compatibilità dell'operazione a livello comunitario. Lo afferma in una nota Confitarma, riportando l'esito di un incontro che si è tenuto il 21 gennaio scorso presso la sua sede, tra i principali armatori associati operanti in cabotaggio.

«In primo luogo - si legge nella nota -, è emersa la disponibilità da parte delle aziende a rispondere all'invito, pubblicato da Fintecna il 23 dicembre scorso, a manifestare interesse, entro il termine del 19 febbraio, per l'ammissione alle fasi successive della procedura che dovranno meglio definire modalità e termini della privatizzazione della Società Tirrenia di Navigazione Spa e della sua controllata Siremar Spa. Analoga valutazione sarà fatta per i bandi di gara relativi alle altre controllate regionali».

«Nel corso della riunione, particolare attenzione è stata rivolta alla questione attinente la verifica della compatibilità dell'operazione in corso, nel più generale quadro di riferimento imposto a livello comunitario per la liberalizzazione del mercato di cabotaggio all'interno del quale rientra il processo di privatizzazione in atto - prosegue la nota -. Tale compatibilità, nel rispetto del principio della libera concorrenza, è indispensabile al fine di evitare il perpetuarsi di indebite situazioni di svantaggio a discapito degli attuali servizi gestiti dall'armamento privato che opera per tutto l'anno su linee sovvenzionate e in taluni casi con obblighi di servizio pubblico senza sussidi».

«Confitarma, pertanto - conclude la nota -, seguirà con estrema attenzione tutte le fasi della privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia, per verificare il pieno e coerente rispetto delle regole comunitarie in materia di trasparenza e libera concorrenza nei mercati, agendo quale garante degli interessi dell'armamento privato italiano, funzione a cui è istituzionalmente votata».