15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Industria automobilistica

Rinaldini: il 3 febbraio in lotta tutti i lavoratori FIAT

Il Segretario generale della FIOM: «alle parole di Marchionne rispondiamo con questo sciopero»

ROMA - «Credo vada sottolineato che lo sciopero che i sindacati dei metalmeccanici hanno proclamato oggi unitariamente non riguarda solo gli stabilimenti auto, ma l'intero Gruppo Fiat. Lo sciopero è stato quindi fissato per il 3 febbraio, perché un'iniziativa di lotta di queste dimensioni va preparata con assemblee in tutti gli stabilimenti del Gruppo». Lo ha dichiarato, in una nota, il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini.

«L'Amministratore delegato Fiat, Marchionne, continua a rilasciare dichiarazioni relative alle sue intenzioni di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. A lui rispondiamo con questo sciopero. Ma va anche detto - ha aggiunto - che l'iniziativa di lotta non riguarda solo la questione di Termini Imerese ma anche quelle di Pomigliano e, più in generale, la situazione del Gruppo, a partire dalle pessime relazioni che l'Azienda ha stabilito con i sindacati».

Il leader della Fiom ha poi tenuto a ribadire che «l'Italia è un paese importatore netto di autovetture e che le misure prese per la rottamazione, relative ai veicoli di cilindrata inferiore, sostengono solo in parte la produzione effettuata negli stabilimenti italiani, mentre favoriscono una più ampia domanda per i modelli fabbricati in Polonia.

In conclusione, in Italia non esiste una situazione di sovracapacità produttiva. E' quindi del tutto evidente che non si può pensare di chiudere nessuno stabilimento nel nostro Paese. Ed è appena il caso di ricordare che, nel giugno dell'anno scorso, a Palazzo Chigi, lo stesso Marchionne si era impegnato in tal senso. Per noi, lo stabilimento di Termini Imerese deve continuare a produrre autovetture. E' la Fiat che deve farlo. In caso contrario, siano la Fiat e il Governo a formulare una proposta alternativa. Ma sia chiaro - ha concluso Rinaldini - che questa proposta non può riguardare l'apertura di qualche centro commerciale. Sempre di produzione deve trattarsi e, in particolare, di produzione di auto».