Rispuntano i fannulloni, Brunetta stringe i freni
Nella scuola il 41 per cento delle assenze, ma il ministro dice che l’influenza non centra
ROMA - I dati indicano per ottobre 2009, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un incremento delle assenze per malattia del 28,3% (stima riferita al complesso delle amministrazioni pubbliche, ad esclusione dei comparti scuola, università e pubblica sicurezza). Il dato risente del picco influenzale di questo autunno che, tuttavia, spiega solo in misura limitata tale incremento. Si stima infatti che, al netto dell’aumento del rischio influenza, le assenza sarebbero comunque aumentate del 21%.
La riduzione delle assenze per malattia rispetto al 2007 resta comunque ancora sensibile, se si considera la loro forte diminuzione registrata nell’ottobre dello scorso anno (-43,1%). Il confronto giugno-ottobre 2009 con gli stessi mesi del 2007 (nei quali la Legge 133/2008 non era ancora in vigore) indica una riduzione del 32,7% delle assenze per malattia pro-capite. Quella di ottobre è comunque la terza variazione di segno positivo dopo l’incremento di agosto (+16,7%) e di settembre (+24,2%) mentre era atteso un assestamento del fenomeno con oscillazioni determinate essenzialmente da ragioni epidemiologiche.
Il ministro, letti questi risultati ha immediatamente attivato gli strumenti previsti dalla riforma che porta il suo nome per arginare il fenomeno. Il provvedimento prevede infatti importanti novità in materia di assenze per malattia:
1)- possibilità data al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione di modificare le fasce orarie di reperibilità per il controllo medico;
2)- digitalizzazione dell’attività di certificazione dello stato di malattia da parte del medico curante;
3)- responsabilizzazione dei dirigenti, con sanzioni disciplinari nel caso di mancata vigilanza.
In questo modo, fa sapere il ministero, si prosegue nell’azione di contrasto all’assenteismo, con l’obiettivo di allineare l’incidenza delle assenze per malattia nel settore pubblico a quella del settore privato. Per scoraggiare fin da subito una ripresa dei comportamenti opportunistici, il Ministro Renato Brunetta ha firmato un decreto nel quale vengono indicate nuove fasce orarie di reperibilità (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18) entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo.
Il recente trend crescente delle assenze per malattia, secondo il ministero può avere diverse spiegazioni: aumento del rischio malattia, aggiustamento dei comportamenti individuali, ripresa dei comportamenti opportunistici, una combinazione di questi tre fattori. Al riguardo si osserva che nei due mesi estivi non si sono registrati eventi epidemiologici di rilievo e che a ottobre il picco influenzale ha interessato soprattutto la popolazione più giovane. Inoltre, le variazioni fortemente positive si sono di fatto verificate in un periodo nel quale sono state ripristinate le originarie fasce orarie di reperibilità meno stringenti di quelle applicate fino a giugno 2009, con possibili effetti sulla propensione all’uso della malattia per motivi opportunistici.
SCUOLA: LE ASSENZE PER MALATTIA A OTTOBRE SONO AUMENTATE DEL 41,1% TRA I DOCENTI E DEL 38,8% TRA IL PERSONALE ATA
Nel mese di ottobre i giorni di assenza per malattia del personale della scuola con contratto a tempo indeterminato sono considerevolmente aumentati rispetto a quelli dello stesso mese dell’anno precedente: + 41,1% per gli insegnanti e +38,8% per il personale tecnico amministrativo. Gli eventi di assenza superiori ai 10 giorni sono altresì aumentati rispettivamente del 22,4% e del 26,9%. Le assenze per altri motivi registrano invece una variazione piuttosto contenuta: +0,2% per gli insegnanti e 4,2% per il personale Ata. La rilevazione è stata effettuata su 10.321 istituzioni scolastiche (il 97% del totale).
Nel confronto tra ordini di scuola, l’aumento più significativo nelle assenze per malattia dei docenti si registra nella scuola secondaria di primo grado (+45,7%). Seguono la scuola primaria (+43,3%), la scuola dell’infanzia (+40,1%) e quella secondaria di secondo grado (+35,7%).
È nel Mezzogiorno che si osserva, a livello territoriale, il maggior aumento di assenze per malattia sia per i docenti (+46%) che per il personale Ata (+44,0%). Anche nelle regioni del Centro si è verificato un incremento sensibile del fenomeno: +40,3% per i docenti e +43,7% per il personale Ata. Le variazioni più basse si sono invece registrate nelle regioni del Nord Est: +26,7% per i docenti e +23,2% per il personale Ata. Per quanto riguarda infine il ricorso ai giorni di assenza retribuiti ex Legge 104/1992, i dati del mese di ottobre indicano - sempre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente - un significativo aumento del loro utilizzo: +20,1% per i docenti e + 15,3% per il personale Ata
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