6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Riforma delle professioni

UIL: forte volontà restauratrice del corporativismo ordinistico

Stanno proseguendo le audizioni sulla proposta di legge di riforma delle professioni

ROMA - Le Commissioni riunite Giustizia e Attività Produttive della Camera dei Deputati stanno proseguendo le audizioni sulla proposta di legge di riforma delle professioni.

Dalle audizioni emerge la forte volontà restauratrice del corporativismo ordinistico, che vorrebbe il riconoscimento di unico titolare delle attività professionali e persino la cancellazione dell’art. 26 del dl 206/2007 (recepimento della Direttiva Europea sulle Qualifiche 36/2005), allo scopo di escludere le professioni non regolamentate dai tavoli europei.

La proposta in discussione, riproponendo una normativa che va dalla istituzionalizzazione dello strapotere degli Ordini professionali al ripristino delle tariffe minime, di fatto, cancella il riconoscimento e il ruolo delle libere Associazioni e impedisce l’accesso e la tutela dei giovani professionisti.
Inoltre, non assicura certezza e qualità di tutela dei diritti costituzionali e fondamentali del cittadino e non risponde all’esigenza di innovazione e competitività del sistema per sostenere modernizzazione e sviluppo.

UIL, CGIL e CISL hanno chiesto ai Presidenti delle due Commissioni di essere ascoltati per discutere una riforma che tocca i diritti dei lavoratori e dei cittadini che rappresentiamo. Una richiesta che non ha avuto ancora risposta.