16 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Workshop internazionale «Contributivo: esperienze internazionali a confronto»

Tra architetti e ingegneri il 50% è under 40

«Si tratta di professioni giovani e dinamiche che nell'ultimo decennio hanno registrato un forte processo di crescita e di femminilizzazione». È quanto ha detto Paola Muratorio, presidente di Inarcassa

ROMA - Il quadro nazionale del mercato del lavoro italiano presenta una situazione «poco invidiabile». E in questo si inserisce lo scenario delle professioni di ingegnere e architetto. «Si tratta di professioni giovani e dinamiche che nell'ultimo decennio hanno registrato un forte processo di crescita e di femminilizzazione». È quanto ha detto Paola Muratorio, presidente di Inarcassa, cassa di previdenza di ingegneri e architetti, in apertura del workshop internazionale «Contributivo: esperienze internazionali a confronto».

Nelle professioni di ingegnere e architetto è cresciuta molto l'incidenza dei giovani. Gli «under 40» sono quasi il 50% degli iscritti (46,4%), ma dispongono solo del 32,4% del monte reddituale; le donne sono il 25,9% (in aumento rispetto al 2000 quando erano il 18,5%), e sono più numerose tra gli architetti (37,9%) che tra gli ingegneri (11,8%). Ma i dati di flusso più recenti indicano questo trend di incremento femminile in evidente accelerazione. Oggi quasi 1 ingegnere su 4 è donna (23,1% per l'esattezza) e 1 architetto su 2 (54,6%). «Questo straordinario afflusso di giovani laureati - ha aggiunto la presidente Muratorio - è da collegare alla mancanza di opportunità di lavoro dipendente, accentuata dalla recente crisi economica. E se una parte di questi professionisti abbandona a breve la professione, gli altri che rimangono iscritti hanno però redditi estremamente bassi».
Tra il 2007 e il 2010, il reddito medio degli iscritti a Inarcassa ha registrato in termini reali una riduzione del 16,2%, al 20,2% per gli architetti. «Dal Governo ci attendiamo un rilancio concreto del mercato delle infrastrutture. Su questo fronte Inarcassa, insieme alle altre casse tecniche, ha avviato lo studio di un fondo ed è disponibile a collaborare e contribuire alla modernizzazione e crescita del Paese. Occorre inoltre investire in formazione e aggiornamento professionale», ha detto la presidente.
Quanto al passaggio al contributivo previsto dalla manovra come un evento possibile, non obbligatorio «è certamente interesse delle Casse valutarlo in tutte le sue implicazioni», ha spiegato la presidente. «Devono ancora essere ben valutate le implicazioni di questo metodo di calcolo in termini di equità inter e intra generazionale, di adeguatezza delle prestazioni e sostenibilità sociale e finanziaria».