8 aprile 2020
Aggiornato 17:30
Reazioni. A rischio le prossime semine

L’UE azzera i dazi sull’import di grano duro di qualità

Politi: «provvedimento sbagliato che provoca un pesante colpo ai produttori italiani già in drammatica emergenza»

ROMA - «Un provvedimento sbagliato e dannoso che va ad aggravare la situazione per i nostri cerealicoltori che già vivono una pesante emergenza, con prezzi in caduta libera e costi alle stelle». Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la decisione della Commissione Ue di correggere al ribasso i dazi all’import di grano duro, azzerando, addirittura, quelli per le produzioni di alta qualità, proveniente da paesi terzi.

In pratica, con la decisione assunta dall’Esecutivo di Bruxelles, il dazio per il grano di alta qualità passa da 16,73 euro la tonnellata a zero. Per quanto riguarda, invece, la media qualità si scende da 26,73 a 3,49 euro la tonnellata, mentre per la bassa qualità si va da 46,73 a 23,49 euro la tonnellata.
La Commissione -evidenzia la Cia- ha giustificato tale riduzione dei dazi con l’aumento dei noli nei porti aumentati di 18,53 euro per tonnellata e del calo del prezzo del grano duro sul mercato Usa, passato da 125 a 121 euro la tonnellata.

«Siamo in presenza di una misura che bisogna assolutamente contrastare. E’, oltretutto, un provvedimento che -afferma Politi- arriva in una fase drammatica di mercato, con il grano duro che in Italia è ormai pagato al di sotto dei prezzi di produzione e con la previsione di una nuova contrazione delle semine non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Per questa ragione chiediamo l’intervento immediato del governo italiano e dello stesso Parlamento europeo affinché svolgano un’azione incisiva per far ripristinare i dazi sul grano duro, soprattutto su quello di buona qualità. La totale eliminazione di questo dazio, infatti, umilierebbe ulteriormente i produttori che hanno investito molto in qualità e ricerca».

«Considerato l’ottimo raccolto di Usa e Canada e di come il cambio euro dollaro è ultracompetitivo per i produttori nord-americani, è facilmente intuibile che -conclude il presidente della Cia- il provvedimento varato della Commissione di Bruxelles aprirebbe i porti europei al grano duro di buona qualità d’oltre Atlantico, con un prevedibile nuovo pesante abbassamento dei prezzi per i produttori italiani. Il che creerebbe una situazione intollerabile e le conseguenze per il frumento ‘made in Italy’ sarebbero devastanti».

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