31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Giappone

Speculazione da Yen a cibo. Persi 20 mld su grano

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale per il commercio dei prodotti agricoli

ROMA - In soli dieci giorni le speculazioni sulle materie prime agricole hanno bruciato solo per il grano circa 20 miliardi di dollari con le quotazioni che sono crollate da 7,6 dollari per bushel (20 centesimi di euro al chilo) dell’11 marzo, giorno del terremoto, ad un minimo di 6,6 dollari per bushel (17 centesimi di euro al chilo) con un calo del 13 per cento, per poi tornare a crescere rapidamente e chiudere la settimana in salita a 7,3 dollari per bushel (19 centesimi di euro al chilo).

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale per il commercio dei prodotti agricoli dove c’è attesa per la riapertura delle quotazioni che definiscono i prezzi della produzione mondiale di grano, dopo l’annuncio della presenza di radioattività su cibi come il latte, le fave e gli spinaci da parte del governo nipponico. Un andamento analogo - sottolinea la Coldiretti - hanno infatti avuto anche le altre materie prime agricole come la soia e il mais utilizzato principalmente per l’alimentazione degli animali. Al pari di quanto è avvenuto per lo yen ad innescare le speculazioni sono stati i danni provocati dal terremoto e dal rischio nucleare in Giappone che è il principale importatore mondiale di cereali per un totale di 24,1 milioni di tonnellate l'anno.

In realtà il Giappone è costretto ad importare oltre il 60 per cento del proprio fabbisogno di generi alimentari ed e fortemente dipendente dall'estero per la produzione di mangimi per animali, per mais e per soia, la cui autosufficienza e inferiore al 10 per cento. Dal punto di vista delle coltivazioni il riso e il prodotto agricolo maggiormente coltivato in Giappone (vale il 22 per cento del totale della produzione agricola giapponese). L'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli - sostiene la Coldiretti - è fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari e monetari a quelli delle materie prime come grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che hanno aperto le porte alle grandi speculazioni internazionali che stanno «giocando» senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi. Nell’ultimo incontro del G8 degli agricoltori che si è svolto a Roma per iniziativa della Coldiretti era stato condiviso con l’organizzazione agricola giapponese Ja Zanchu l’obiettivo della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare in ogni paese perché il cibo rappresenta un elemento essenziale per l'umanità e per tale ragione non dovrebbe essere trattato, nell'ambito di qualsiasi accordo internazionale, come un qualsiasi altro bene.

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