20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Il Pacchetto di aiuti «governativi» nel mirino della Commissione

Ue: aiuti tedeschi a OPEL «non conformi a concorrenza»

Neelie Kroes scrive a Berlino. Ci sono forti indizi che gli aiuti siano stati promessi a condizione che fosse scelto uno specifico candidato

BRUXELLES - Gli aiuti promessi dalla Germania alla Opel potrebbero non essere conformi alle regole europee sulla concorrenza: la Commissione europea ha spiegato di aver rilevato «indizi significativi» secondo cui non risponderebbe alle norme europee il pacchetto di aiuti promessi dal governo di Berlino alla casa automobilistica tedesca, nel quadro del suo acquisto da parte della azienda di componentistica Magna.

I dubbi sono espressi in una lettera inviata dal commissario alla Concorrenza Neelie Kroes al ministro tedesco dell'Economia, Karl Theodor zu Guttenberg. Secondo la lettera, ci sono forti indizi che gli aiuti siano stati promessi a condizione che fosse scelto uno specifico candidato. Ciò sarebbe contrario alle regole per la libera concorrenza del mercato interno.

La casa madre di Opel, l'americana General Motors, secondo Kroes «dovrebbe avere l'opportunità di riconsiderare il risultato», sulla base delle assicurazioni scritte delle autorità tedesche, che avevano promesso gli aiuti a prescindere dal candidato che fosse stato prescelto.

La lettera di Kroes potrebbe aprire un nuovo capitolo della vicenda Opel. Nei mesi scorsi, la Magna e la Fiat (assieme alla la holding belga RHJ International e alla cinese Baic) erano state protagoniste di un lungo tormentone per aggiudicarsi la Opel. Fino all'annuncio del 10 settembre della cessione parziale della casa tedesca a Magna; un accordo che però ancora non è stato finalizzato.

Magna, associata alla banca russa Sberbank, vuole eliminare 10.500 posti di lavoro sul totale di circa 50.000 della Opel in Europa. La Germania è inoltre sospettata da altri paesi europei di aver trattato la salvaguardia dei 4 impianti su territorio tedesco a detrimento di quelli in altri paesi.

Secondo un portavoce della Commissione, Berlino ancora non ha risposto in dettaglio circa gli aiuti pubblici a Opel. In ottobre aveva inviato un dossier voluminoso relativo unicamente alle modalità di scelta della Magna. Sulla base di questi elementi, Neelie Kroes ha deciso di «rendere note» le sue inquietudini al ministro tedesco.

Come la Commissione ripete regolarmente, se uno Stato membro accorda aiuti incompatibili con la libera concorrenza, il denaro deve essere rimborsato. Ma la lettera di Kroes giunge in un momento assai delicato. La firma del contratto di vendita a Magna era prevista giovedì, ed è stata rimandata alla prossima settimana: una riunione è prevista per lunedì. In Germania e in Spagna sindacati e azienda non hanno ancora trovato un accordo, condizione posta da GM per l'acquisto. GM aveva deciso di cedere a Magna e alla russa Sberbank il 55% delle attività europee conservando il 35% del capitale; il 10% sarebbe andato ai dipendenti.