18 giugno 2021
Aggiornato 16:30
Età pensionabile

Piccinini (Cgil): «Ancora attacchi alle donne da Brunetta»

«Ripristinare flessibilità lasciando alle lavoratrici la scelta volontaria»

ROMA - «Il ministro Brunetta continua ad attaccare le donne». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, replica alla proposta avanzata oggi dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, di innalzare l’età pensionabile delle donne anche nel settore privato.

«Non contento di aver già portato a casa - spiega la dirigente sindacale -, con motivazioni del tutto labili (c’è da chiedersi infatti quante, e relative a quali argomenti, siano le numerose sentenze della Corte di Giustizia europea alle quali l’Italia ha deciso di non adeguarsi) l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego, il ministro chiede la stessa cosa anche per le lavoratrici dipendenti del settore privato: se così non si facesse, tuona Brunetta, si creerebbe sull’età pensionabile una ingiustificata disparità di trattamento tra le lavoratrici a seconda del loro settore di lavoro».

Per Piccinini è «strano ma queste erano le argomentazioni della Cgil proprio per sostenere che non bisognava aumentare l’età pensionabile per nessuna donna, visto che peraltro nel nostro Paese le donne già vanno in pensione più tardi degli uomini e se vogliono possono continuare a lavorare fino al compimento del 65 anno di età. E nel settore pubblico addirittura fino a 67 anni». Secondo la dirigente sindacale della Cgil «il problema quindi caro ministro non è continuare ad attaccare i diritti delle donne ed estendere una norma iniqua alle lavoratrici del settore privato, bensì, come la Cgil ha sostenuto da sempre, ripristinare - conclude Piccinini - la flessibilità dell’età pensionabile, lasciando ad ogni lavoratrice la scelta volontaria di continuare o meno a lavorare».