31 marzo 2020
Aggiornato 02:30
Agricoltura. Cereali

I prezzi precipitano. A rischio semine e produzione di grano 2010

Confagricoltura propone misure per sostenere e rilanciare il settore

ROMA - Una nuova profonda crisi, dopo quella che negli ultimi due anni ha avuto pesanti ricadute sui prezzi al consumo di pane e pasta, sta materializzandosi sul settore dei cereali.
«Le quotazioni di mais e frumenti sono in caduta libera da giugno, mentre le importazioni dai Paesi Terzi sono aumentate repentinamente a partire da luglio, mettendo in crisi i nostri cerealicoltori proprio a ridosso della raccolta del frumento - avverte Confagricoltura - sui mercati si registrano variazioni al ribasso del 5-7% su base mensile (agosto su luglio) e del 29-30% su base annua (agosto 2009 su agosto 2008)».

«In questa situazione - commenta il presidente di Confagricoltura Vecchioni - sono a rischio le semine per la prossima campagna. Infatti i nostri cerealicoltori sono fuori mercato visto che i costi sono superiori ai ricavi.»

Sono urgenti contromisure per fronteggiare questa preoccupante crisi e Confagricoltura ha definito una serie di proposte operative di immediata applicazione:

- varare una forma di aiuto nazionale allo stoccaggio privato per «congelare», almeno nel prossimo quadrimestre, un milione di tonnellate di mais e 500 mila tonnellate di frumento duro;

- intensificare i controlli igienico-sanitari alle frontiere sui cereali importati, contro il rischio di funghi e altri parassiti che possono provocare serie conseguenze alla salute.

- compensare con adeguati interventi finanziari, anche a livello regionale, i sempre più pesanti danni subiti dai maiscoltori a causa dell’infestazione da insetti (diabrotica e piralide);

- rendere effettivo l’anticipo dei pagamenti diretti della Pac già consentito dal recente regolamento comunitario n. 691/2009 pubblicato il 31 luglio scorso;

- puntare sullo strumento del contratto di filiera, approvandone il rifinanziamento ed estendo l’area ammissibile a tutto il territorio nazionale.

- incentivare l’utilizzo della produzione cerealicola da destinare a scopi non alimentari e in particolare di energia rinnovabile, diversificando così i canali di sbocco dell’offerta;

Su un’analisi di prospettiva Confagricoltura propone anche di:
- incentivare la ricerca scientifica e favorire l’introduzione di innovazioni per aumentare la competitività delle imprese nazionali;
- inserire tra gli strumenti della politica agricola comune una forma di assicurazione del reddito delle imprese che garantisca gli operatori in caso di crisi di mercato;
- riformare il sistema di rilevamento dei prezzi nell’ambito delle Borse Merci, con norme univoche sulla classificazione dei cereali.

«Confagricoltura - conclude il presidente Vecchioni al termine della Giunta confederale convocata per monitorizzare l’emergenza - affida questo un pacchetto concreto di misure di rilancio e tutela della cerealicoltura ai rappresentanti della politica e delle istituzioni perchè si intervenga su una crisi che minaccia l’economia del Paese, incidendo su produzioni strategiche alla base di comparti fondamentali dell’agroalimentare Made in Italy. Si parta dalla cerealicoltura – esorta Vecchioni - per ripensare, con nuovo impegno, la politica agricola nazionale., nodale per la ripresa e lo sviluppo del Paese.»

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