8 aprile 2020
Aggiornato 15:30
Agroalimentare. Agricoltura

Confagricoltura: cereali a rischio di semina

Stretti tra i bassi prezzi e lo scarso interesse dei compratori, gli agricoltori italiani potrebbero ridurre le semine di grano in autunno

ROMA - Prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi dei cereali, sia sui mercati a termine (futures di Chicago e Parigi), sia sulle principali piazze internazionali. E ciò si ripercuote pesantemente anche nel nostro Paese, dove cresce la preoccupazione degli agricoltori per una campagna che si prospetta peggiore di quella appena conclusa.

«Se il mercato non darà segnali di ripresa - dice Confagricoltura - il prossimo autunno molte aziende potrebbero decidere di ridurre drasticamente le superfici seminate a grano duro, avviando subito quell’avvicendamento richiesto per poter usufruire dell’aiuto specifico per i seminativi previsto dall’art. 68 del Reg. CE n. 73/2009.»

In Italia, infatti, l’andamento meteo-climatico negativo ha penalizzato il frumento, tenero e duro, sia in quantità sia in qualità. Nel caso del grano duro il raccolto 2009, stimato ormai inferiore a 3 milioni di tonnellate, si delinea ormai come il più basso degli ultimi 15 anni. Nonostante ciò, il prezzo continua a diminuire e la domanda di prodotto nazionale è quasi inesistente, vista la maggior convenienza del prodotto estero. Molti molini, tra giugno e luglio, hanno effettuato acquisti diretti nei Paesi UE (Spagna, Francia e Grecia), o hanno ottenuto licenze d’importazione da far valere entro due mesi, per frumento duro di provenienza statunitense offerto a prezzi molto bassi (meno di 170 euro/tonnellata FOB Golfo del Messico).

A livello mondiale è sempre più accesa la competizione sul prezzo del frumento tra i Paesi tradizionalmente esportatori dell’UE (Francia e Germania) e gli USA, il Canada, la Russia e l’Ukraina, che si gioca anche sulle oscillazioni dei tassi di cambio tra il dollaro e le altre monete nazionali.

A determinare questa situazione - spiega Confagricoltura - hanno contribuito i recenti aggiornamenti del governo USA e dell’International Grain Council sulle stime dei raccolti di frumento tenero nei Paesi maggiori produttori, previsti in crescita, rispetto allo scorso luglio, negli USA, nell’UE e in Russia. Ulteriormente abbassate invece le previsioni dei raccolti in Canada, Ukraina e Argentina. Le stesse fonti governative ritengono che i consumi mondiali di frumento, nella campagna 2009/10, resteranno sostanzialmente stabili, così come gli scambi. Di conseguenza si prevede un ulteriore appesantimento delle scorte a fine campagna.

Il livello dei prezzi all’esportazione registrati tra luglio e agosto negli USA ha indotto la Commissione Europea a introdurre, per la prima volta in quasi un decennio, un dazio all’importazione di grano duro di bassa qualità, che col 1° settembre ha raggiunto i 16 euro/tonnellata

«E’ un segnale preoccupante - dice Confagricoltura - di quanto sia forte la richiesta di merce a basso prezzo da parte dell’industria molitoria.

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