25 gennaio 2020
Aggiornato 22:30
«Occorrono interventi adeguati e collaborazioni di filiera»

Grano duro: netto calo della produzione

Il Coordinamento cereali costituito da Confagricoltura, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Copagri, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare illustra le stime di produzione dei cereali

ROMA - Le stime Istat illustrate nella riunione tenuta dal Mipaaf il 28 luglio scorso sul bilancio cereali e semi oleosi 2009 sono apparse, per il grano duro in particolare, superiori al dato previsionale fornito dalla filiera nel corso del confronto istituzionale. Lo fa rilevare il Coordinamento cereali e Proteoleaginose recentemente costituito da Confagricoltura, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Copagri, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, che osserva anche come la preventiva ed incauta pubblicazione delle stime non aiuta lo sviluppo delle relazioni di filiera fortemente auspicato da tutte le componenti intorno al Tavolo e può provocare turbative di mercato a danno della produzione nazionale.

Le stime aggiornate della produzione di frumento duro, fornite al ministero dell'Agricoltura dalle Organizzazioni riunite nel Coordinamento cereali, evidenziano una perdita di circa il 45 per cento rispetto alla campagna precedente, situandosi intorno ai 2.815.000 tonnellate (nel 2008 avevamo 5,1 milioni di tonnellate - dato Istat). Ormai a raccolta ultimata si evidenzia inoltre una minore resa, che passa da 3,2 tonnellate per ettaro dello scorso raccolto a 2,5 di quest’anno.

I motivi di questo crollo delle produzioni sono da ricercarsi nell’andamento climatico e nelle minori superfici investite a causa dell’andamento di mercato durante le operazioni di semina, che ha reso fin troppo evidente che i costi di produzione avrebbero superato i ricavi. Produrre 1 ettaro di grano duro costa al produttore oltre 900 euro a fronte di ricavi che non superano i 570 euro.

Per effetto di questi dati, nella prossima campagna di commercializzazione, dovremmo assistere ad un mercato più sostenuto della precedente.
La domanda sarà più pressante dell’offerta, in considerazione del fatto che i fabbisogni interni dell’industria molitoria superano i 5,4 milioni di tonnellate, mentre le disponibilità, anche con il riporto di 800.000 tonnellate provenienti dalla precedente campagna, si stimano in poco più di 3,6 milioni di tonnellate.

Fa registrare, invece, una sostanziale tenuta il frumento tenero (3.270.000 tonnellate nel 2009 ovvero il 13 per cento rispetto al 2008) che in Italia, dopo decenni, supera abbondantemente la produzione di frumento duro.
Il Coordinamento chiede, quindi, di accelerare il lavoro di collaborazione e di programmazione lungo la filiera per dare trasparenza e certezza alle aspettative di ciascuno, rinnovando la fiducia in chi deve intraprendere investimenti produttivi ed è chiamato a dare risposte sul piano della qualità e della quantità agli utilizzatori della materia prima.