14 giugno 2024
Aggiornato 07:00
Studio realizzato da due economisti della Banca d'Italia

Bankitalia: «Prezzi più bassi del 16,5% al sud rispetto al Nord»

Pesa divario negli affitti, al Sud costo è 60% del Centro-nord

ROMA - Il livello dei prezzi nel Mezzogiorno è più basso di circa il 16,5% rispetto al Centro-Nord. È il risultato più significativo di uno studio realizzato da due economisti della Banca d'Italia (Luigi Cannari e Giovanni Iuzzolino) su 'Le differenze nel livello dei prezzi al consumo tra Nord e Sud'. Un divario in cui - secondo i ricercatori - pesa soprattutto la differenza nel costo degli affitti, che al Sud è circa il 60% di quello del Centro-nord.

«Se si assume - spiegano gli economisti in questo Occasional paper pubblicato nelle 'Questioni di economia e finanza' - che i prezzi di alimentari, abbigliamento e arredamento (ai quali è attribuibile circa un terzo della spesa per consumi delle famiglie) siano i soli a presentare differenze nel territorio, il costo della vita nel Mezzogiorno risulta inferiore di circa il 3% rispetto al Centro-nord».

Il costo degli affitti, invece, «nel Mezzogiorno è pari a circa il 60% di quello del Centro-nord, a parità di caratteristiche qualitative degli immobili. Attribuendo agli affitti il peso relativo alle spese per abitazione che risulta dall'indagine sui consumi fatta dall'Istat, e assumendo che i prezzi dei beni e servizi diversi dagli affitti e da alimentari, abbigliamento e arredamento non presentino differenze territoriali, si perviene a un indice complessivo del costo della vita che per le regioni del Mezzogiorno è inferiore del 15% rispetto a quelle del Centro-nord». In altri termini, «i divari osservati nei prezzi di un insieme di prodotti che rappresentano poco meno del 60% della spesa delle famiglie implicano un divario di costo della vita di circa il 15% tra Nord e Sud».

Il costo dei combustibili e dell'energia - evidenziano poi gli economisti di Palazzo Koch - «risulta di poco superiore nel Mezzogiorno rispetto al Centro-nord (2,2%); quello dei servizi è invece inferiore del 15%. Queste categorie di spesa rappresentano rispettivamente il 5% e il 38% della spesa complessiva delle famiglie». Includendo anche queste componenti nel calcolo del costo della vita, «si perviene a una stima del divario tra Centro-nord e Mezzogiorno dell'ordine del 20%».

Tuttavia, «se si assume che i prezzi dei servizi rilevati dal ministero dello Sviluppo economico siano rappresentativi solo di alcune componenti di spesa per servizi e che per i restanti prodotti non ci siano differenze territoriali, l'indice complessivo del costo della vita risulta pari a 89,3 nel Mezzogiorno e a 107,8% al Centro-nord; nelle regioni meridionali il livello dei prezzi è del 17% inferiore a quello del Centro-nord».

«Incorporando il maggior onere nel Mezzogiorno rilevato per i premi di assicurazione dei mezzi di trasporto - concludono gli studiosi di Bankitalia - tale valore scende al 16,5% circa. Questa stima appare preferibile sotto il profilo metodologico, perchè si tiene conto di rilevazioni dirette degli affitti e dei prezzi dei servizi e si effettuano aggiustamenti per la qualità dei prodotti».