19 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Crisi USA

Geithner esorta gli Arabi a investire negli Stati Uniti

Segretario Tesoro Usa: «Per rilanciare l'economia mondiale»

JEDDAH - Il segretario al Tesoro statunitense, Timothy Geithner, ha esortato le monarchie petrolifere del Golfo a investire maggiormente negli Stati Uniti in modo da sostenere la ripresa della crescita economica nel mondo. Geithner, in visita in Arabi Saudita, ha tenuto a sottolineare che le questioni di sicurezza che avevano bloccato nel 2006 una transazione della compagnia degli Emirati, Dubai Ports World (DPWorld), per la gestione di sei porti americani sono state risolte.

«Dalla vicenda legata al contratto di DPWorld all'inizio del 2006, il nostro governo ha organizzato una serie di riforme destinate a preservare la sicurezza nazionale, pur assicurando agli investitori più chiarezza, visibilità e trasparenza», ha detto durante una riunione alla Camera di Commercio e Industria di Jeddah, aggiungendo che «queste riforme» non hanno «invaso la nostra politica di apertura in materia di investimenti».

L'obiettivo del segretario al Tesoro era quello di rassicurare gli investitori arabi del Golfo dopo la rinuncia di DPWorld a gestire sei porti americani a causa dell'opposizione del Congresso americano per ragioni di sicurezza. Da allora, gli investimenti diretti delle monarchie del Golfo negli Stati Uniti hanno raggiunto i 25 miliardi di dollari, tra cui l'acquisto di Ge Plastics da parte del gigante saudita del petrolchimico Sabic per 11 miliardi di dollari, ha ricordato.

Elogiando gli sforzi delle monarchie del Golfo per aiutare a superare la crisi economica mondiale, Geithner ha sottolineato che «il mondo non ha ancora preso la misura della grandezza delle ambizioni e degli investimenti fatti nel Regno e nella regione del Golfo per gettare le basi della crescita futura».

Geithner, atteso domani negli Emirati arabi, che sono, con l'Arabia Saudita, tra i principali possessori di buoni del Tesoro Usa, ha sottolineato la necessità di continuare a investire per favorire la crescita mondiale. «In Arabia Saudita, il settore non petroliero continua a svilupparsi, sostenuto da uno dei più grandi piani di rilancio tra i Paesi del G20 e da azioni aggressive nel settore monetario e finanziario», ha aggiunto.