16 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Consumi alimentari

Con doggy bag Michelle Obama combatte lo spreco

Lo scandalo degli sprechi alimentari che nei paesi più sviluppati riguarda ben il 30 per cento del cibo acquistato

ROMA - La «doggy bag» con gli avanzi della cena richiesta da Michelle Obama prima di lasciare il ristorante I maccheroni nel centro di Roma è un importante segnale contro lo scandalo degli sprechi alimentari che nei paesi più sviluppati riguarda ben il 30 per cento del cibo acquistato. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la notizia secondo cui «prima di lasciare il ristorante, Michelle Obama si è fatta anche preparare dal personale la doggy bag» dopo aver degustato assaggi di pasta alla carbonara, lasagna e amatriciana accompagnati di vino rosso e prosecco.

Solo in Italia - riferisce la Coldiretti - restano invenduti nei retrobottega dei punti vendita 240mila tonnellate di alimenti per un valore di oltre un miliardo di euro, che potrebbero sfamare 600.000 cittadini con tre pasti al giorno per un anno. Una insostenibile contraddizione in un mondo dove secondo la Fao cresce il numero delle persone che soffrono la fame e per la prima volta arriva oltre la soglia del miliardo, alla cifra record di 1,020 miliardi, ovvero circa un sesto della popolazione mondiale. E il problema fame riguarda - precisa la Coldiretti - anche i Paesi sviluppati dove la quota delle persone denutrite quest'anno raggiunge i 15 milioni, con una crescita del 15,4 per cento sul 2008.

A provocare un aumento degli avanzi a tavola sono - continua la Coldiretti - i cambiamenti degli stili di vita con minor tempo dedicato all’acquisto, alla preparazione e alla conservazione dei cibi ma anche al recupero degli avanzi a tavola. Scegliere alimenti meno elaborati per evitare il consumo di inutili imballaggi, ma anche acquistare prodotti freschi e di stagione che non devono percorrere migliaia di chilometri con mezzi inquinanti che bruciano petrolio ed emettono gas ad effetto serra è - sostiene la Coldiretti - un modo per evitare sprechi ambientali ed economici e per guadagnare in salute. La preparazione di polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, è invece - precisa la Coldiretti - una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi in un momento di difficoltà economica generale.

Tra i prodotti più a rischio in estate c’è senza dubbio la frutta e verdura per la quale la Coldiretti ha messo a punto un vademecum antispreco.

Nel punto di vendita occorre
1) effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo;
2) scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio;
3) verificare l'etichettatura e preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza;
4) preferire varietà di stagione che hanno tempi di maturazione naturali;
5) mantenere separate le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate che vanno riposte in contenitori di carta piuttosto che in buste di plastica. E' importante seguire alcuni piccoli accorgimenti anche tra le mura domestiche dove - sostiene la Coldiretti;
6) bisogna mantenere separata la frutta e verdura più matura che si intende consumare a breve da quella che si potrebbe conservare più a lungo;
7) mantenere separate anche le diverse varietà come ad esempio i kiwi dalle mele che sprigionano etilene che ne favorisce la maturazione;
8) la frutta e verdura che si vuole consumare subito può essere messa in un portafrutta al buio eventualmente coperta da un tovagliolo e comunque lontano da fonti di calore, mentre l'altra va posta in frigorifero, ma lontano dalle pareti refrigeranti. In ogni caso:
9) è opportuno che la frutta venga posta stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze ed infine - conclude la Coldiretti - è bene evitare di lasciare porzioni di frutta già iniziata che si prestano facilmente ad ossidazioni.