7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Consumi alimentari

A marzo vendite alimentari in calo del 5,6%

Per Adoc siamo alla frutta

ROMA - Secondo i dati Istat le vendite dei prodotti alimentari a marzo hanno registrato un calo del 5,6%, complessivamente le vendite sono scese del 5,2%. Per Adoc una situazione gravissima, è necessario operare un taglio sul costo dei carburanti.

«Quando cominciano a calare anche le vendite dei prodotti alimentari, significa che siamo arrivati alla frutta - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la diminuzione del potere d'acquisto, come testimoniato anche dall'Ocse, deriva anche dalle forti speculazioni in atto sui carburanti, che si ripercuotono sui prezzi dei prodotti alimentari, di cui la maggior parte vengono trasportati su gomma. Inoltre sul prezzo finale gravano anche tasse tra le più alte d'Europa. Un intervento che potrebbe rilanciare i consumi sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi. In questo modo il risparmio alla fine dell'anno per il singolo automobilista sarebbe di 180 euro l'anno solo per i carburanti. Considerando l'incidenza del taglio sugli alimentari, potrebbe esserci un'ulteriore riduzione del 18% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio a fine 2009 di altri 200 euro circa. Aspettiamo ancora che il Governo mantenga la promessa di una riduzione delle accise e del blocco dell'Iva sui carburanti, un intervento sicuramente più utile delle finte convocazioni dei petrolieri per risolvere il problema.»

Per Adoc grave anche il calo delle vendite, del 4,8%, della grande distribuzione, è urgente convocare un tavolo di confronto con tutte le parti interessate.

«Non solo i piccoli esercizi, ora anche la grande distribuzione subisce l'ondata della crisi, che si sta estendendo a tutto campo - continua Pileri - è urgente la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, che affronti i delicati problemi della difesa dei redditi e del rilancio dei consumi, come già avvenuto durante il precedente Governo Berlusconi».

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