20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Indagine Adoc sul turismo estivo

Estate 2009: indagine Adoc, solo 1 italiano su 4 parte

Le vacanze saranno brevi, low cost e sul “divano”

«Sarà un'estate segnata dal risparmio, solo un quarto degli italiani andrà in vacanza e la maggior parte di questi opterà per viaggi brevi e economici - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - secondo i risultati dell'indagine dell'Adoc, difatti, circa 6 italiani su 10 soggiorneranno al massimo per una settimana, mentre solo l'1% potrà permettersi quasi un mese di relax.

Il mese preferito per le partenze continua ad essere agosto, scelto dal 51% dei vacanzieri, mentre è in crescita del 3% la percentuale di turisti che organizza il suo viaggio per settembre. La spesa media di una singola persona, per viaggio e alloggio, si aggira sui 700 euro, solo il 3% ha preventivato un budget superiore a 1000 euro per le proprie vacanze. La crisi di quest'anno ha costretto a ridurre drasticamente i propri giorni di ferie per potersi permettere una vacanza dignitosa e a risparmiare sul superfluo. Tant'è che sono in crescita i viaggi low cost, scelti dal 35% dei partenti e quelli pagati a rate, circa l'8%.»

Secondo l'Adoc i problemi economici dei viaggi a rate si prospettano soprattutto al ritorno delle vacanze.

«L'indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in crescita di circa il 2% rispetto allo scorso anno, per un importo medio tra i 1500 e i 2000 euro - continua Pileri - sia i viaggi, che i gli alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate. Con il rischio, elevato, che il relax di una settimana si tramuti in un sacrifico economico troppo oneroso da sostenere durante il resto dell'anno, visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%. Anche i tour operator stessi offrono prodotti finanziari ad hoc, che vanno ad aggiungersi agli altri tipi d'indebitamento.»

Secondo l'indagine dell'Adoc, la vacanza si organizza soprattutto acquistando un biglietto low cost, scelto dal 35% dei partenti, o organizzandosi la vacanza da sé. Magari in camper o attraverso la nuova tendenza, soprattutto tra i più giovani, del couch surfing.

«Ogni anno vengono acquistati circa 14 mila camper, per un totale complessivo di circa 700 mila utenti - prosegue Pileri - segno di un ritorno della voglia di viaggiare in libertà e con la possibilità di risparmiare sulle spese per il pernotto. I campeggi hanno registrato un aumento del prenotazioni del 2%, diventando la meta preferita dal 5% dei vacanzieri. Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede è il couch surfing, letteralmente «saltare da un divano all'altro». E' un programma che permette di mettere in contatto persone da ogni parte del mondo. C'è chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa e c'è chi parte e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. E' un sistema che offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi, una sorta di tour operator fai-da-te. Solo in Italia sono oltre 33mila i «praticanti», che crescono alla media del 2% l'anno. L'età media è molto bassa, intorno ai 28 anni ma ci sono casi in cui viaggiare in questo modo sono persone ultra sessantenni.»

Per Adoc le strutture che più soffrono la crisi sono gli alberghi, superati nelle preferenze da bed&breakfast, agriturismi e centri benessere spa.

«Sempre più italiani scelgono di trascorrere le loro vacanze in agriturismo o in un centro benessere - continua Pileri - rispetto all'anno scorso, infatti, ben il 27% dei viaggiatori sceglierà queste tipologie di soggiorno. Data la riduzione dei giorni a disposizione per le vacanze molti italiani preferiscono passare qualche giorno in completo relax, rifugiandosi nelle terme e nella natura, scappando dalle beghe quotidiane. Negli ultimi anni le strutture italiane sono uscite dal mercato a scapito degli altri paesi del Mediterraneo, che offrono soluzioni di soggiorno e ristorazione ad un costo pari alla metà o ad un quarto di quelle italiane, con un'offerta qualitativamente migliore. Comportando la disaffezione verso le strutture e località turistiche nostrane. Gli alberghi non hanno risolto i problemi di adeguamento agli standard di qualità e servizio di livello europeo. Il sistema delle stellette, in Italia, non corrisponde all'equivalente di un Paese concorrente. Per esempio, una struttura alberghiera a 2 stelle in Francia o Spagna offre servizi e qualità migliori di una italiana a 3 stelle. Viceversa, gli alberghi italiani a 2 stelle, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono presi in considerazione. Questa situazione concorre a far preferire l'estero, in particolar modo le capitali europee e i paesi dell'area dollaro, ai lidi nostrani.«