20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
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Marcegaglia: «Subito riforme o a rischio coesione sociale»

«Politica ci sleghi le mani. Lungo cammino per tornare a crescere»

ROMA - Subito le riforme o la coesione sociale potrebbe saltare. E' questo l'appello che il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, rivolge direttamente al premier Silvio Berlusconi invitandolo a «non abbassare la guardia» perché le difficoltà non sono finite e il cammino di ritorno alla crescita si preannuncia «lungo». Quindi, il premier non ha alibi: deve utilizzare il largo consenso di cui gode per avviare quegli interventi strutturali che consentiranno al Paese di uscire più forte dalla crisi.

RIFORME - Nella sua relazione all'Assemblea di Confindustria, la Marcegaglia, pur riconoscendo la validità delle prime azioni avviate dal governo e pur dando atto alla politica di essere meno litigiosa, sollecita uno scatto e a Berlusconi dice: «Il governo gode di un ampio consenso, ottenuto dalle urne, che si è consolidato nell'opinione pubblica e che gli conferisce un forte mandato. Mi rivolgo a Lei, Presidente Berlusconi. Il consenso che Lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso. Perché questa è l'ora di fare le riforme». Anche perché, senza le riforme «al passo corto che l'economia italiana ha mostrato negli ultimi dieci anni, il ritorno sui livelli produttivi pre-crisi - incalza Marcegaglia - non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori e delle imprese e sulla stessa coesione sociale».

Le imprese - assicura il leader degli industriali - sono pronte a fare la loro parte e a giocare «un ruolo più forte di prima», ma questo può avvenire solo se «la politica - insiste - saprà scioglierci le mani. Se la politica saprà svecchiare il Paese ed eliminare le incrostazioni corporative che penalizzano il rischio, il merito e il futuro dei giovani». E qui, un nuovo appello al premier: «Presidente Berlusconi, sta innanzitutto a Lei e al suo governo non deludere questa aspettativa».