13 novembre 2019
Aggiornato 19:00

Professioni, Cgil: governo conserva privilegi a danno cittadini e sviluppo

Il governo Berlusconi continua a smantellare le riforme Bersani sulla liberalizzazione del sistema degli ordini e delle professioni

ROMA – «Ignorando quanto denunciato poche settimane fa da un’indagine dell’Antitrust, e in barba alle chieste dell’Unione Europea, il governo Berlusconi continua a smantellare le riforme Bersani sulla liberalizzazione del sistema degli ordini e delle professioni, conservando privilegi a danno dei giovani, dei cittadini e dello sviluppo». Lo denuncia il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale.

Per questo, aggiunge il dirigente sindacale, «l’Antitrust ha chiesto al legislatore di intervenire per: l’abolizione delle tariffe minime o fisse, l’abrogazione del potere di verifica della trasparenza e veridicità della pubblicità esercitabile dagli ordini, l’istituzione di lauree abilitanti, lo svolgimento del tirocinio durante il corso di studio, la presenza di soggetti ‘terzi’ negli organi di governo degli ordini». Che, per il segretario confederale Cgil, «è esattamente il contrario di ciò che sta facendo il governo Berlusconi che a parole si definisce liberale ma nei fatti compie azioni di mera conservazione a vantaggio di ‘caste’ e poteri forti penalizzando i giovani, i cittadini e le prospettive di sviluppo dell’intero paese».

La Cgil, dice, «chiede al Governo l’apertura di un tavolo con le parti sociali, le associazioni professionali e le organizzazioni dei consumatori per avviare un confronto teso a rendere il sistema delle professioni più trasparente, più concorrenziale, con un più facile accesso per giovani». Per Megale, «occorre scardinare le rendite di posizione garantendo davvero la possibilità di dinamizzare il mercato favorendo concorrenza, riduzione dei costi e nuove opportunità occupazionali».