6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Turismo

Cidec: «Bene ponte del primo maggio»

«Ma la crisi resiste con vacanze più brevi e meno stranieri». Goldin: «Taglio iva è necessario»

ROMA - Vacanze più brevi, low cost e sempre meno stranieri. Ecco il trend 2009 del turismo italiano, secondo i dati a disposizione del Centro Studi Cidec, la Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti. Bene il Ponte del primo maggio: stando ai primi dati, Puglia, Campania e Sicilia sono state le regioni più gettonate, con un indice di riempimento pari all'85%.

In Campania, «tutto esaurito» nelle isole della baia di Napoli e delle costiere, forti presenze nei siti archeologici e nei luoghi d'arte. Tutto esaurito anche in Puglia. Difficile trovare un agriturismo libero, nel barese e nel leccese. In Sicilia, affollati i siti archeologici; boom per le Isole Eolie e le località balneari. Bene anche la Liguria. Tutto esaurito anche per le città d'arte: grandi numeri per Roma, Firenze e Venezia.

«Dati positivi - sottolinea il presidente nazionale della CIDEC, Agostino Goldin - il nostro Centro Studi ha fatto una prima verifica delle presenze e i numeri sono confortanti. E' stata una boccata d'ossigeno per il turismo italiano che ha iniziato l'anno con il segno rosso facendo registrare un diffuso calo delle presenze un pò ovunque». Secondo il Centro Studi Cidec, il turismo italiano si sta caratterizzando, in questi primi mesi dell'anno, per un calo della presenza straniera, una diminuzione dei giorni di vacanza e una richiesta sempre più «low cost». Il «Belpaese», infatti, non è più meta ambita nella classifica di gradimento dei turisti stranieri che preferiscono località più a buon mercato.

L’abbassamento dei tempi di soggiorno rappresenta un altro problema. Le vacanze, insomma, si sono «ristrette». Secondo le stime del Centro Studi Cidec, gli italiani nel 2009 non rinunceranno alle vacanze ma le faranno con un occhio al portafoglio, scegliendo mete a breve raggio e destinazioni economiche. «Per far ripartire l'Italia turistica è necessario mettere a punto un programma di rilancio del Paese all'estero - commenta Goldin - è necessario rendere più incisive le azioni di comunicazione e promozione del Paese all'estero. E poi il taglio dell’Iva, necessario per il rilancio del settore turistico. I dati parlano chiaro: se si prendono i maggiori paesi europei si nota come l’Iva per i servizi alberghieri sia al 5% in Francia, al 7% in Spagna e all’8% in Grecia. Il taglio dell'Iva è oggi l'unica strada per far competere l'Italia con gli altri paesi stranieri».