22 febbraio 2020
Aggiornato 21:30

Legge «anti-Brunetta» della Regione Toscana?

«Verrebbe subito impugnata dal Consiglio dei Ministri»

ROMA - Numerosi articoli di stampa annunciano l'intenzione della Regione Toscana di approvare in tempi rapidi una legge «anti-Brunetta» che cancellerebbe le norme sulle assenze per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ivi compreso il personale regionale, contenute nel decreto legge 112/2008 poi convertito con modificazioni dalla legge 133/2008. In questo modo si eviterebbe l'applicazione dell'articolo 71 che disciplina le assenze per malattia creando una disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici e il personale della Regione Toscana.

In realtà questo articolo mira proprio all'unitarietà dell'intero sistema nazionale finanziario e tributario, per un efficiente reperimento delle risorse, tanto che, come recita la stessa norma, «i risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio». Si precisa al riguardo che la materia è senza dubbio da ricondursi al «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario» di cui al terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione, secondo il quale le Regioni (anche a statuto speciale) hanno competenza soltanto concorrente. Prova ne sia che l'articolo 71 della legge 133/2008 non è stato impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale né dalle Regioni (ordinarie e speciali) né dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

Ancor più vincolante per le Regioni e le Province autonome risulterebbe l'inquadramento di tali disposizioni nella materia dell'ordinamento civile, considerato che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 95/2007, ha affermato che «il rapporto di pubblico impiego alle dipendenze di Regioni ed enti locali, essendo stato privatizzato, è retto dalla disciplina generale dei rapporti di lavoro tra privati ed è perciò soggetto alle regole che garantiscono l'uniformità di tale tipo di rapporti. Con la conseguenza che la legge statale, in tutti i casi in cui interviene a conformare gli istituti del rapporto di impiego attraverso norme che si impongono all'autonomia privata con il carattere dell'inderogabilità, costituisce un limite alla competenza residuale degli enti territoriali».

Si ricorda inoltre che il Governo, nel Consiglio dei Ministri del 27 marzo 2009, ha deliberato di impugnare la legge n. 5/2009 della Regione Valle d'Aosta laddove, nel disciplinare le assenze del personale per malattia, si discosta proprio dai contenuti della legge 133/2008. Impugnativa che non potrebbe non essere ribadita qualora la Regione Toscana approvasse la legge in questi giorni annunciata. Occorre precisare infine che è all'esame del Senato (A.S. 1167), ed è stata già approvata dalla Camera, una norma che abroga il comma 5 dell'art. 71, al fine di tutelare i donatori di sangue e coloro che assistono i portatori di handicap.