17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Febbre suina

Tour operator: «Fenomeno serio ma poche cancellazioni»

«Le mete preferite sono sicure, problema se allarme persiste»

«Il fenomeno è serio, lo monitoriamo costantemente, ma non creiamo un panico inutile: allo stato attuale non ci sono massicce cancellazioni di vacanze in Messico, solo molte richieste di informazioni». Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'Associazione Tour Operator Italiani, getta acqua sul fuoco su un prossimo futuro crollo dei viaggi degli italiani nei paesi colpiti dall'influenza suina.

«Visto anche il periodo dell'anno - dice Corbella ad Apcom - questo non è il momento di grosse partenze ed inoltre gli stati del Messico colpiti non sono quelli meta del flusso turistico, che al 99% è diretto verso lo Yucatan con luoghi come Cancun, dove non è stato registrato nessun caso di febbre suina e dove il governo locale ha imposto rigidi controlli».

«Al momento quindi la situazione è assolutamente sotto controllo. Laddove ci fossero evoluzioni - precisa Corbella - siamo in contatto costante con le autorità messicane e con la Farnesina: come già avvenuto in passato se scatta lo 'sconsiglio' i nostri tour operator associati offrono l'opportunità di posticipare la partenza, di sostituire la destinazione per posti simili come i Caraibi o il rimborso della quota pagata».

Poca paura per un crollo del settore, quindi: «Tutto dipende dalla durata dell'allarme: se l'influenza viene presa sotto controllo non siamo preoccupati, se si dovesse prolungare le prenotazioni nuove invece stenteranno. Sarebbe un problema, ma non fasciamoci la testa prima di romperla. Se la situazione torna sotto controllo - conclude il presidente Astoi - in 48 ore tutto sarà dimenticato».