18 giugno 2021
Aggiornato 16:00

In Lombardia partita la «disobbedienza alimentare» a base di kebab

Monguzzi (Verdi): «Cambiare la legge, ma tutelare chi vuole dormire»

MILANO - E' partita da Milano in via Borsieri, cuore del quartiere Isola, la protesta contro la legge approvata due giorni fa dal Consiglio regionale della Lombardia per regolamentare i venditori di kebab e ogni altra attività artigianale di vendita di prodotti alimentari destinati all'immediata consumazione come gelaterie, pasticcerie, pizzerie d'asporto, piadinerie e rosticcerie. A organizzare la «disobbedienza alimentare», a base di panini etnici consumati sul marciapiede, sono stati alcuni consiglieri regionali e comunali dell'opposizione di centrosinistra.

«C'era perfino un cronista del New York Times» racconta Carlo Monguzzi, storico esponente milanese dei Verdi. «Il provvedimento - continua - è nato dal furore ideologico della Lega contro i kebab, ma si è tirato dietro tutte le imprese artigiane alimentari. La prima considerazione è che non è intelligente porre dei limiti a queste attività in un momento di crisi. Un altro problema è dato dal fatto che il testo è ambiguo. Nonostante i promotori abbiano fatto marcia indietro sulla sua interpretazione, dicendo che non è vietato il consumo fuori dai locali ma solo 'l'allestimento di arredi esterni per la consumazione dei propri prodotti', lì c'è scritto il contrario».

L'opposizione chiede di modificare il comma 2 dell'articolo 2 anche se ce pieno accordo sulla necessità di «una regolamentazione che rispetti le esigenze dei cittadini che abitano sopra questi locali aperti anche di notte» prosegue Monguzzi. Nella legge, ribattono Paolo Valentini Puccitelli e Stefano Galli, capogruppo del Pdl e del Carroccio in Consiglio, «è stata fatta chiarezza sulla questione degli arredi esterni dei laboratori artigianali. Questo aspetto, già normato dalla legge Bersani, è stato interpretato in modo differente dalle varie amministrazioni comunali: alcune in modo rigido hanno vietato l'installazione di tavolini, sedie o panchine fuori da pizzerie d'asporto, gelaterie. Altri Comuni hanno invece applicato la norma in modo più elastico autorizzando arredamenti minimi. Abbiamo voluto semplicemente fare chiarezza, dando credito all'applicazione più rigorosa del decreto Bersani».

Intanto il Gruppo Italia dei Valori in Consiglio regionale ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini lombardi un centro gratuito di assistenza legale per chi vorrà contestare «l'assurdo balzello» che «vieta di mangiare il gelato passeggiando» scrive in una nota Stefano Zamponi, capogruppo dell'Idv. A suo parere «l'iniziativa era nata per contrastare il consumo di kebab, nell'ottica leghista di creare un polverone demagogico contro il 'nemico extracomunitario'. Il risultato è stato però una legge incostituzionale che creerà enormi problemi a italianissime gelaterie, paninerie e focaccerie artigiane».