15 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Antitrust: carte prepagate care, risparmi se spesa con cellulare

Catricalą: «Aprire alla concorrenza settore pagamenti elettronici»

MILANO - Restano ancora elevati i costi di utilizzo delle carte prepagate offerte dalle banche ma i consumatori potrebbero risparmiare se le ricariche del telefonino venissero utilizzate anche per effettuare i micropagamenti, dalla spesa al supermercato al biglietto del treno. A questa conclusione č giunta l'Antitrust, al termine di un'indagine conoscitiva sul settore delle carte prepagate, anche alla luce del dibattito in corso a livello europeo per facilitare l'ingresso di operatori diversi da quelli tradizionali bancari nel mercato della moneta elettronica. Un argomento gią sollevato dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che da tempo sollecita una maggiore concorrenza nel settore delle carte di pagamento.

Il costo per il consumatore di una carta prepagata - carte che funzionano esattamente come le normali carte di credito ma che si ricaricano con l'importo desiderato al momento della richiesta - varia a seconda che il possessore abbia un conto corrente: nel primo, rileva l'Antitrust, ha un costo medio annuo di 18 euro, nel secondo caso, che interessa tipicamente giovanissimi consumatori (per i pagamenti online) o gli stranieri, il costo sale a una media di 67 euro (fino a un massimo di 117), con commissioni di ricarica che possono arrivare a 5 euro. Ma un contesto maggiormente concorrenziale, sostiene l'Authority, con l'ingresso di nuovi soggetti nel settore dei pagamenti elettronici, porterebbe a una riduzione dei costi delle transazioni. E una positiva pressione competitiva potrebbe giungere se, con le necessarie modifiche normative, le carte prepagate telefoniche potessero essere impiegate per effettuare micropagamenti, sfruttando la gratuitą della ricarica e la rimborsabilitą del credito.

Se il credito contenuto in queste carte telefoniche - oltre 80 milioni attive in Italia nel 2007, per un valore di 8 miliardi di euro - potesse essere utilizzato anche per i micropagamenti, si potrebbe recuperare il gap con gli altri Paesi nella diffusione della moneta elettronica. «Dal punto di vista concorrenziale - conclude l'Authority guidata da Antonio Catricalą - č quindi auspicabile che possa trovare spazio l'offerta di tipologie innovative di servizi di pagamento tramite carte prepagate da parte di soggetti non appartenenti al mondo bancario e creditizio tradizionale».

Gią nel 2006, nel corso del suo intervento alla Giornata Mondiale del Risparmio, il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, era giunto alle stesse conclusioni, sostenendo che «il progresso tecnologico offre ampi margini per l'accrescimento della concorrenza e l'incremento dell'efficienza nel settore dei servizi di pagamento» e che «la diffusione della telefonia mobile favorisce l'ingresso nel mercato di nuovi operatori e l'affermarsi di modalitą di pagamento innovative, soprattutto per piccoli importi».