12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Assenze per malattia nella P.A. a marzo

Meno 35,9% rispetto allo stesso mese del 2008

ROMA - Si comunica che nella sezione «Riduzione delle assenze nella P.A.» sono consultabili i dati statistici sulla rilevazione delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici nel mese di marzo. Come per i mesi precedenti, la rilevazione è stata realizzata in collaborazione con l’Istat. Il suo lancio è stato curato direttamente dal Dipartimento della Funzione pubblica che ha provveduto a comunicarne l'avvio alle amministrazioni interessate e, per quanto concerne le principali tipologie di amministrazioni locali, attraverso l’intermediazione di associazioni quali l’ANCI, l’UPI e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Da gennaio è disponibile, per le amministrazioni rispondenti, una procedura online che permette di trasmettere i dati anche via web. A partire da marzo questa procedura è diventata l’unico canale di acquisizione dei dati, con conseguente eliminazione della trasmissione via e-mail finora utilizzata. Anche grazie a questa novità l’indagine registra in questo mese un importante incremento delle amministrazioni rispondenti, che quasi triplicano rispetto ai mesi precedenti. Sono infatti pervenute le risposte di 4.546 amministrazioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri, Agenzie fiscali, altre PA centrali, Regioni, Province autonome, Amministrazioni provinciali e comunali, Aziende ospedaliere pubbliche e Aziende sanitarie locali, Enti nazionali di previdenza e assistenza).

A seguito di controlli di qualità dei dati, dalle elaborazioni sono stati esclusi dall’Istat i dati relativi a 252 amministrazioni. Le stime sono dunque state effettuate sulla base dei dati relativi a 4.294 amministrazioni.

Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente le assenze per malattia si sono ridotte del 35,9%. La stima (riferita al complesso delle amministrazioni pubbliche, ad esclusione dei comparti scuola, università e pubblica sicurezza) tiene conto del fatto che le giornate lavorative sono state maggiori di quelle dell’anno scorso per effetto della diversa collocazione temporale delle festività pasquali, che nel 2008 sono infatti cadute nel mese di marzo. La stima effettuata senza tener conto del cd. «effetto calendario» indica invece una riduzione del 29,5%.

L’indagine indica, inoltre, una tendenza alla contrazione degli eventi di assenza superiori a 10 giorni, che rispetto al marzo 2008 si riducono del 36,4% (-30,1% senza tener conto del cd. «effetto calendario»). Nella stessa direzione vanno anche i dati sulle assenze per altri motivi che, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, si riducono dell’11,8% (-3,0% senza tener conto del cd. «effetto calendario»). Si confermano quindi le valutazioni condotte negli ultimi mesi. In materia di assenze per malattia, l’azione del Governo ha modificato in maniera strutturale i comportamenti dei pubblici dipendenti. Sembra ormai consolidarsi nel pubblico impiego un comportamento di maggiore responsabilità ispirato a principi di correttezza professionale e riconoscimento del merito.

Con riferimento alle assenze per malattia e tenuto conto del cd. «effetto calendario», i dati di marzo confermano come le più rilevanti riduzioni siano riferibili agli Enti di previdenza (-49,1%) e le altre Amministrazioni centrali (-40,3%). Anche per quanto riguarda gli eventi di assenza superiori a 10 giorni, le riduzioni più significative riguardano gli Enti di previdenza (-47,7%) e le altre Altre Amministrazioni centrali (-52,2%). Infine, nelle ASL e nelle Aziende ospedaliere si osservano le riduzioni più rilevanti con riguardo alle assenze per altri motivi (rispettivamente -16,9% e -13,1%).

Nelle diverse macro-aree del Paese i tassi di riduzione delle assenze per malattia appaiono simili tra loro. Le variazioni, anche in questo caso tenendo conto del cd. «effetto calendario», sono comprese tra il -33,7% nel Nord Ovest e il -38,3% nel Mezzogiorno. Per gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni si passa invece dal -30,2% nel Nord Est al -41,8% nel Centro. Più nette le differenze registrate relativamente alle assenze per altri motivi (il dato nazionale è del -11,8%), con valori compresi tra il -8,2% nel Nord Ovest e il -17,6% nel Sud e nelle Isole.