16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30

Tirrenia, Cigl Cisl Uil: No a privatizzazione, confronto su tagli

«Disponibili ad un confronto per la individuazione di eventuali misure alternative»

ROMA - No alla privatizzazione del gruppo Tirrenia e subito confronto per trovare misure alternative ai preannunciati tagli.

I segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, Franco Nasso, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia hanno inviato una nota al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, con la quale oltre a spiegare le ragioni della loro contrarietà alla privatizzazione del gruppo Tirrenia, in questo momento di crisi economica e di recessione mondiale, si dichiarano disponibili ad un confronto per la individuazione di «eventuali misure alternative capaci di scongiurare i preannunciati tagli di linee e servizi che penalizzerebbero oltremodo l'utenza e le popolazioni delle isole minori del Paese e causerebbero gravi contraccolpi occupazionali, specie nelle aree del Mezzogiorno».

Nel ribadire la loro richiesta di trasferimento delle Società Regionali, Caremar, Saremar, Siremar e Toremar alle rispettive regioni, i sindacati hanno richiesto l'apertura di un tavolo di confronto con tutte le parti interessate: ministero dell'Economia e delle Finanze, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ministero dello Sviluppo economico, ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Commissione Europea, Regioni interessate, Gruppo Tirrenia ed organizzazioni sindacali allo scopo di concordare un ragionevole percorso di privatizzazione nell'arco temporale dei 4 anni previsti dal piano industriale del gruppo già approvato dal Cipe.