12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Mister Day: accordo in Basilicata per la reindustrializzazione del sito di Atella

Firmato in Regione Basilicata. Cauto il commento dei sindacati

POTENZA - È stato firmato questo pomeriggio in Regione l'accordo che consente di avviare le procedure per la reindustrializzazione della ormai ex Vicenzi di Atella. Erano presenti al vertice presso il dipartimento Attività produttive, l'assessore regione Gennaro Straziuso, una delegazione sindacale di Fai, Flai e Uila capeggiata dai segretari generali Antonio Lapadula, Vincenzo Esposito e Gerardo Nardiello, e Franco Dal Bello, amministratore delegato della Mister Day.

L'intesa prevede la messa a disposizione del sito produttivo di Atella per l'avvio delle procedure relative al bando per la reindustrializzazione dei siti inattivi. Cauto il commento dei sindacati. «Ovviamente non possiamo dichiararci soddisfatti per un'intesa che chiude nel peggiore dei modi la tormentata presenza della Vicenzi in Basilicata», sostengono congiuntamente i leader regionali di Fai, Flai e Uila, che aggiungono: «Il nostro auspicio è che si volti definitivamente pagina. La tormentata storia industriale lucana è piena di fallimenti e cattedrali nel deserto. Ora basta. È il momento di mettere in atto una seria e selettiva attività di scouting - continuano Lapadula, Esposito e Nardiello - per individuare nel più breve tempo possibile un nuovo imprenditore che assicuri solidità finanziaria e affidabilità industriale. Non possiamo permetterci di perdere un altro presidio produttivo ed occupazionale in un'area già flagellata dalla desertificazione industriale e dal fallimento dei programmi di industrializzazione post terremoto.

Dare un lavoro ai lavoratori della Mister Day, in maggioranza giovani sotto i quarant'anni, deve essere un imperativo morale per le istituzioni, per le associazioni imprenditoriali e per lo stesso sindacato, perché al momento - concludono - l'unica alternativa per molti di loro sarebbe emigrare, aggravando ulteriormente il bilancio demografico di un'area della regione già fortemente penalizzata dallo spopolamento».