2 aprile 2020
Aggiornato 06:30

Banca Mondiale: Ripresa Cina già in 2009, speranza per tutta Asia

Ma un recupero sostenibile dipende anche dalle economie avanzate

E' sulla Cina che secondo la Banca Mondiale bisogna riporre le speranze per una stabilizzazione economica di tutta l'Asia, e forse perfino di una ripresa. Già per metà anno il Dragone dovrebbe assistere a un recupero, prevede l'istituzione di Washington, che tuttavia in un rapporto pubblicato oggi mette in guardia gli altri paesi della regione. «Devono prepararsi a un incremento della disoccupazione, che risulterà dall'indebolimento dell'economia mondiale». In questo quadro «uno spiraglio di speranza - si legge - potrebbe emergere tra segnali di una economia della Cina» che a metà 2009 giungerà al termine del ciclo di indebolimento.

Nello studio, intitolato «Contrastare le forze della recessione globale», la Banca Mondiale sostiene che «una ripresa in Cina, alimentata dal massiccio pacchetto di stimoli all'economia, dovrebbe avviarsi quest'anno e prendere pieno abbrivio nel 2010, potenzialmente contribuendo alla stabilizzazione della regione, e forse a una ripresa» di tutta l'Asia.

Ma permangono notevoli fattori di rischio per le economie anche di questa area del pianeta, che come la stessa Cina sono pesantemente sbilanciate sul commercio con l'estero. «Una ripresa veramente sostenibile nell'area dell'estremo oriente e del Pacifico dipenderà in ultima istanza dagli sviluppi delle economie avanzate», si legge.

E proprio oggi Eurostat ha sfornato una revisione in peggio dei dati sull'andamento dell'economia nell'area euro a fine 2008: il Pil ha accusato una contrazione dell'1,6 per cento nel quarto trimestre, rispetto al periodo precedente, un decimale in più rispetto a quanto riferito in precedenza. Nell'Unione monetaria le importazioni sono diminuite del 4,7 per cento.

Il timore di un contesto generale che resta debole è diffuso anche tra diversi analisti, che mettono in guardia dalle recenti riprese dei prezzi del petrolio e dei corsi azionari. E tra ieri e oggi le Borse sono tornate a segnare andamenti ribassisti, mentre gli investitori guardano con ansia all'imminente stagione dei dati finanziari delle società. A contribuire al venir meno delle spinte rialziste anche il ritiro da parte di Ibm dell'offerta da 7 miliardi di dollari per rilevare il gruppo di software Sun Microsystems.

Tornando all'Asia, per il cruciale canale economico del commercio con l'estero nulla di buono lasciano presagire le spinte di neo protezionismo che si sono generate con l'aggravarsi della crisi mondiale.

Nonostante i numerosi impegni ufficiali a favore del libero scambio presi dai governi nell'ambito dei vertici internazionali, alcuni provvedimenti concreti hanno suscitato notevoli preoccupazioni, come la clausola 'Buy american' nel pacchetto di sostegno all'economia reale negli Usa o gli aiuti pubblici al comparto dell'auto decisi in Francia. Ieri la Bce con un rapporto metteva in guardia dal rischio di una battuta d'arresto perfino sull'integrazione economica all'interno dello stesso Vecchio Continente.

Proprio a riflesso dell'indebolimento dell'export, per l'Asia ora la Banca Mondiale prevede una crescita 2009 che rallenterà al 5,9 per cento, contro l'8 per cento realizzato nel 2008 e l'11,5 per cento del 2007. Il mese scorso, ricorda l'istituzione di Washington nella relazione, le previsioni per la Cina erano state riviste in peggio, con una crescita economica 2009 stimata al 6,5 per cento. L'obiettivo ufficiale del governo cinese per quest'anno è di limitare il rallentamento economico mantenendo la crescita all'8 per cento.

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