19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
«Resistono» gli agriturismi, in calo gli alberghi

Turismo Pasqua, Centro studi Cidec: previsioni ancora incerte

Ecco quanto costa una vacanza di 3 giorni, sempre più breve e ‘last minute’

Calo di presenze ed una minore propensione degli italiani ad andare in vacanza: sono i due dati che meglio sintetizzano l’indagine svolta dal Centro Studi CIDEC su un campione di imprese turistiche italiane per il periodo Pasquale 2009.
Dallo studio emerge un diffuso calo delle prenotazioni rispetto al 2008, una diminuzione della domanda per gli alberghi, l’interesse per vacanze brevi (massimo 3 giorni) e per i last minute. La stagione pasquale 2009, secondo gli operatori intervistati, evidenzia un avvio decisamente sottotono. Le previsioni restano molto incerte. Stando ai numeri, a meno di un mese dalla Pasqua, il 48 per cento degli operatori intervistati ha prenotazioni in calo rispetto all’anno passato.

Alla domanda, «sulla base delle prenotazioni e/o informazioni a sua disposizione, in termini di presenze complessive, quale andamento si aspetta per le vacanze pasquali rispetto a quella dello scorso anno?» solo il 42 per cento complessivo del campione prevede prenotazioni stabili e appena il 4 per cento prenotazioni in aumento, mentre il 6 per cento non «sa rispondere». Il calo è più avvertito per gli alberghi (54 per cento) mentre per gli agriturismi perdura una certa stabilità nelle prenotazioni. Salta agli occhi il calo nelle presenze degli italiani (per il 46 per cento del campione intervistato), mentre per il 40 per cento il numero di prenotazioni di italiani «è stabile»; non cresce la presenza di stranieri (solo il 4 per cento dichiara di avere prenotazioni di gruppi stranieri in aumento). Il calo di italiani si avverte soprattutto negli alberghi per il 63 per cento del campione, dove il calo si fa sentire anche per i turisti stranieri (per il 59 per cento degli intervistati).

Chi decide di andare in vacanza, ad ogni modo, lo farà per brevi periodi. Le prenotazioni, infatti, confermano la tendenza alla vacanza breve. Alla domanda: «Quanti giorni di pernottamento prevede?», il 76 per cento ha risposto 1-3 giorni, il 12 per cento 3-5 giorni e solo il 4 per cento vacanze di una settimana. Il cliente tipo, per l’88 per cento è rappresentato da famiglie e coppie. Chi prenota lo fa, nell’80 per cento dei casi, tramite internet; i restanti scelgono l’agenzia di viaggio e le «classiche» telefonate. Internet è il mezzo più utilizzato (85 per cento) soprattutto nella scelta e nella prenotazione di agriturismi; per gli alberghi, il 75 per cento sceglie il web, ma in questo caso «resiste» l’agenzia di viaggio con quasi il 17 per cento. Tra le mete più ambite, dall’indagine effettuata dal Centro Studi, si confermano Venezia e Roma che risultano essere anche le città vacanziere più costose. L’indagine, che ha preso in considerazione la tariffa media in hotel 3 stelle e soggiorno in camera matrimoniale, conferma che per soggiornare a Venezia si spendono mediamente 162 euro a notte, 158 per Roma. Capri segue a ruota con 150 euro, Taormina con 128 euro a notte, mentre ci vogliono mediamente 105 euro per una notte in Costiera Amalfitana. A Palermo la media è di 95 euro, a Ischia di 92,60 euro, per Milano 92.30, mentre per Torino 81.50. «Fanalino» di coda è Napoli con 78.20 euro a notte. Ma per combattere la crisi, si moltiplicano i pacchetti offerta, anche in vista della Pasqua. Prenotando con almeno tre settimane di anticipo, un po’ ovunque, si arriva a risparmiare fino al 20 per cento.

Sconti particolari gli operatori hanno previsto anche per soggiorni più lunghi, dalle tre notti in poi, per i pacchetti «prenota prima» e le «offerte famiglia»
con bambini gratis! Tutti propongono sconti particolari per chi prenota in anticipo la propria vacanza di Pasqua e per chi viaggia con bambini, in alcuni casi con sconti del 50 per cento che includono anche i ragazzi fino a 14 anni!
Infine, l’indagine del Centro Studi CIDEC ha chiesto agli intervistati di esprimere una opinione sui «fattori di rilancio del settore turistico». Il 44 per cento del campione ritiene necessario «migliorare la qualità dei servizi del territorio», per il 24 per cento è fondamentale «aumentare l’offerta di intrattenimento e migliorare le proposte culturali». Appena il 4 per cento ritiene che il problema risieda nel «rapporto qualità / prezzo» mentre la «qualità dell’ambiente» è decisiva per il 18 per cento del campione. Per il 10 per cento è necessario «reimpostare le strategie di promozione». Per molti, il calo risiede anche nella «mancanza di fiducia» e nella «paura per la crisi economica». Tra le proposte giunte al Centro Studi Cidec, la «riduzione dell’Iva al 5-7%», «assicurare il credito alle imprese in temporanea difficoltà», «migliorare l’arredo urbano delle principali mete turistiche istituendo chioschi informativi, il ripristino di un Ministero per il Turismo» e «valorizzare adeguatamente il patrimonio artistico, monumentale e museale».

«La difficile situazione economica ha fatto completamente mutare le scelte degli italiani - sottolinea il presidente nazionale della CIDEC, Agostino Goldin – l’indagine conferma il drastico ridimensionamento della capacità di spesa degli italiani per le vacanze pasquali, che rappresentano tradizionalmente un anticipo dell’estate.
E’ calato il numero di italiani in partenza ed è diminuita la durata media delle vacanze che si è ridotta a tre giorni. Tutti indicatori che confermano la contrazione della spesa turistica delle famiglie». «Ad ogni modo – continua Goldin – non c’è stato il temuto crollo che in tanti si aspettavano. Il vero banco di prova è l’ormai prossima estate: ci auguriamo un recupero della stagione per salvaguardare migliaia di imprese turistiche e altrettanti posti di lavoro». Il presidente nazionale della CIDEC, Agostino Goldin, interviene infine sulla decisione di istituire il Ministero del Turismo: «Una proposta senza dubbio positiva, è necessaria una cabina di regia che coordini le attività di rilancio del comparto, la promozione dei territori, le proposte regionali, per assicurare un prolungamento della stagione che non sia limitata ai mesi di luglio/agosto e per consentire all’Italia di riconquistare la leadership che gli spetta nei mercati mondiali che gli permetta di competere con i Paesi emergenti».