18 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
A Bologna il terzo accordo di filiera per la campagna cerealicola 2008-2009

Grano duro emiliano-romagnolo per la pasta Barilla

Rabboni: «Un'intesa per fare della regione un importante polo produttivo e per rendere più redditizia questa coltura per gli agricoltori»

Grano duro di alta qualità coltivato in Emilia-Romagna per la pasta Barilla. E' stato firmato oggi a Bologna presso la sede della Regione il nuovo accordo quadro di filiera, valido per la campagna cerealicola 2008-2009 , che prevede la consegna all’azienda di Parma di 70 mila tonnellate di grano duro, «made in Emilia-Romagna». A tre anni dall’avvio, viene dunque confermata l’importanza di un modello di collaborazione tra agricoltura, industria e istituzioni, innovativo nel panorama agricolo italiano proprio perchè coinvolge l’intera filiera, dal seme alla pasta. Ovvero per l’industria molitoria e pastaria la Barilla, per l´industria sementiera la Produttori Sementi Bologna e per il mondo agricolo (produzione e stoccaggio dei cereali): la società Cereali Emilia Romagna; l’Organizzazione Produttori CIAAD Grandi Colture; il Consorzio Agrario di Parma; il Consorzio Agrario di Piacenza; la Società Cooperativa CAPA di Ferrara.

«Le ricadute positive dell´intesa – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - sono molteplici, sia per Barilla che potrà disporre di grani di qualità prodotti in Emilia-Romagna, sia per le aziende agricole, per le quali l´accordo garantisce un ulteriore sbocco di mercato. C’è poi un obiettivo più generale e di fondo: rendere strutturale la produzione di grano duro di qualità in Emilia-Romagna, facendo della regione un importante polo produttivo.» Rabboni ha anche sottolineato gli elementi innovativi introdotti da questo Accordo rispetto ai precedenti . In particolare l’aumento delle maggiorazioni di prezzo in base alle qualità prodotte, i nuovi ulteriori premi legati alla scelta di determinati concianti e varietà di semi, la maggiore flessibilità nelle consegne da parte degli stoccatori, i controlli di qualità realizzati congiuntamente da Barilla e parte agricola. «Anche alla luce di queste novità – ha sottolineato Rabboni – questo Accordo può contribuire ad aumentare la redditività della coltura del grano duro in una fase di prezzi calanti».

«Il fine ultimo della Barilla – ha spiegato Luca Virginio responsabile della comunicazione e relazioni esterne dell’azienda di Parma – è dare un prodotto di qualità superiore. Crediamo in questo Accordo proprio perché va in questa direzione, permettendoci di pianificare a lungo termine, ma anche di lavorare sulla qualità. E di farlo in Emilia-Romagna, cioè nella terra in cui la Barilla ha le sue radici». Per Raimondo Ricci Bitti presidente di Cereali Emilia Romagna, che ha parlato anche a nome degli altri produttori «questo Accordo ha avuto un’importanza notevole nel rilancio della coltura del grano duro in Emilia-Romagna, offre prospettive positive per gli agricoltori e premia l’aspetto qualitativo». Tra gli interventi anche quello di Ercole Borasio direttore della Società Produttori Sementi che ha ricordato » a fronte delle avversità atmosferiche che hanno caratterizzato il 2008, l’impegno della società nelle selezione di piante che rispondano sempre meglio anche alle difficili condizioni metereologiche».
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Alberto Stefanati presidente di OP CIAAD Emilia Romagna, Lamberto Colla direttore del Consorzio Agrario di Parma, Giorgio Mazzoni del Consorzio Agrario provinciale di Piacenza e Paolino Fini presidente della Società cooperativa Capa di Ferrara.

I contenuti dell´accordo
Il contratto quadro si articola in singoli contratti tra Barilla e i fornitori firmatari, per un volume totale di circa 70 mila tonnellate per l´annata 2008-2009.
A loro volta i fornitori ( cioè Cereali Emilia Romagna; OP C.I.A.A.D. Grandi Colture; Consorzio agrario di Parma; Consorzio Agrario di Piacenza; Società Cooperativa CAPA Ferrara) stipulano con i singoli agricoltori soci i contratti che contemplano i reciproci impegni per la coltivazione e la valorizzazione del grano duro.
La Società Produttori Sementi Bologna, selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con intensa attività di ricerca e sperimentazione, in parte sostenuta anche dalla Regione Emilia-Romagna, fornisce il seme necessario alle coltivazioni sotto contratto.
Barilla è oggi il maggiore utilizzatore mondiale di grano duro per produzione di pasta con oltre 1.300.000 tonnellate di equivalenti grano, corrispondenti a circa 1 milione di tonnellate di pasta. Dalla primavera del 2008, tra l’altro, è operativo a Parma il più grande mulino a grano duro del mondo, integrato con l’annesso pastificio.

La produzione di grano duro in Emilia-Romagna
Il calo progressivo del prezzo, in corso da maggio 2008, ha delineato un’evoluzione del mercato completamente opposta rispetto all’anno precedente. Se nel 2007 si registrò un tumultuoso incremento dei prezzi, protrattosi fino al picco raggiunto in aprile 2008, successivamente vi è stato un progressivo calo.
La produzione di grano duro nel 2008 è aumentata considerevolmente per la forte crescita delle superfici coltivate, che ha sfiorato il 50%, passando dai 46 mila ettari del 2007 ai 68 mila del 2008.
I problemi legati all’andamento climatico ed alle patologie da esso innescate, hanno tuttavia ridotto largamente la produzione prevista che ha raggiunto circa 375 mila tonnellate, segnando comunque un aumento significativo rispetto a quella del 2007 (229.200 t).