27 maggio 2024
Aggiornato 12:30
Crisi economica

«Dal governo e dalla Ue interventi fino a 80 miliardi contro la crisi»

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo al telefono nel corso della quinta tappa della manifestazione «Governincontra» che si è tenuta ad Avellino

I provvedimenti presi dal governo per affrontare la crisi economica valgono 40 miliardi di euro per i prossimi tre anni, e possono arrivare anche fino a 80 grazie ai fondi europei. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo al telefono nel corso della quinta tappa della manifestazione «Governincontra» che si e’ tenuta ad Avellino.

Sono pronti «40 miliardi di euro per i prossimi tre anni, una cifra compatibile con il debito pubblico», ha affermato Berlusconi, osservando che il budget potrebbe raddoppiare «grazie ai fondi europei». Nel dettaglio, ha proseguito il presidente del Consiglio, «basta sommare i 6 miliardi di riduzione del decreto sull’Iva, i 16,6 miliardi per le infrastrutture che siamo finalmente riusciti a sbloccare dopo i veti sciagurati dei Verdi, i 10 miliardi di finanziamento alle imprese e gli 8 miliardi messi a disposizione per gli ammortizzatori sociali». È una cifra, ha ribadito Berlusconi, «compatibile con il debito pubblico italiano». La messa a disposizione di questi fondi, ha concluso, «garantisce contro il solito catastrofismo della sinistra e dimostra che la linea della fiducia seguita dal governo e’ la linea giusta» per fronteggiare la crisi. «Sono soldi reali che transiteranno dallo Stato all’economia reale».

Per la crisi, ha affermato il nostro premier, «abbiamo fatto e stiamo facendo molto. A giorni vareremo un nuovo provvedimento per il credito a consumo e per garantire nuovi settori strategici, come l’auto e la componentistica. Se non avessimo fatto la finanziaria prima dello scoppio della crisi avremmo pagato un prezzo pesantissimo, molto più oneroso». In pochi mesi, ha osservato Berlusconi, «l’Italia ha acquisito autorevolezza all’estero come mai prima, nei rapporti diplomatici, e in particolare di fronte all’esplosione della crisi finanziaria. Siamo stati i primi dopo lo scoppio della crisi, a garantire la solidità del sistema bancario e a dire che nessuno avrebbe perso un euro. Inoltre abbiamo messo in porto riforme per colmare i ritardi del sistema Paese che abbiamo ereditato. Stiamo lavorando in tutti i modi anche per un ritorno in campo energetico attraverso il rilancio del nucleare e per accordi sulle forniture di gas. Io credo che grazie a tutto questo il sistema in pochi anni sarà migliore».