17 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Ristorazione e «materie prime»

Zaia: «I ristoratori cinesi preparino le loro specialità con prodotti italiani»

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta con alcuni giornalisti la delibera adottata dal comune di Lucca

«Bene ha fatto il Sindaco di Lucca ad impedire l’apertura di nuovi ristoranti etnici e fast food nella cinta muraria della sua città. Non è una battaglia contro qualcosa o qualcuno ma a difesa del nostro territorio e della nostra agricoltura.»
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta con alcuni giornalisti la delibera adottata dal comune di Lucca.

Coltivare la Cultura del nostro Paese - «Se i nostri ragazzi mangiano una fetta di prosciutto o di salame DOP – ha proseguito Zaia – oltre ad alimentarsi coltivano la cultura del loro Paese e del loro territorio. Abbiamo a disposizione 4500 prodotti tipici. Ognuno di questi rappresenta la cultura e la storia di un tratto del nostro paese. I nostri giacimenti culturali sono anche giacimenti enogastronomici.»

«Credo che in fondo il Sindaco di Lucca sia un mio allievo. Il filone - aggiunge il Ministro - su cui lavora è il mio. Ben vengano questo tipo di iniziative»
«E’ certamente possibile conciliare le esigenze dei ristoranti etnici - ha aggiunto Zaia - con quelle della nostra agricoltura. Basterebbe che i loro cuochi usassero i prodotti di prossimità che hanno a disposizione sul nostro territorio.»

«Non vedo perché - ha aggiunto il Ministro - non si possa preparare il riso alla cantonese con le nostre uova, il nostro prosciutto e una delle straordinarie varietà di riso che crescono nel nostro territorio.»
«Perché non preparare il kebab con agnello, manzo o pollo delle nostre fattorie? Ne guadagneremmo tutti in salute sia per la bontà dei prodotti che - ha concluso - per il risparmio di carburante che ne deriverebbe. Non è possibile che per ogni caloria ingerita ce ne siano decine o addirittura centinaia bruciate per il trasporto».