23 gennaio 2022
Aggiornato 17:00
Prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull'andamento dell'annata appena trascorsa

Manzato: «Azioni regionali calibrate per aggredire crisi»

«Non escludo che il Programma di Sviluppo Rurale venga strutturato in funzione della crisi, anche con risorse straordinarie a sostegno delle imprese e della competitività»

Legnaro (Padova) - «Non escludo che il Programma di Sviluppo Rurale venga strutturato in funzione della crisi, anche con risorse straordinarie a sostegno delle imprese e della competitività». Lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato, in occasione della presentazione a Legnaro, in provincia di Padova, delle prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull'andamento dell'annata appena trascorsa. Nel 2008 l'agricoltura veneta ha proposto un quadro di luci e ombre, che fornisce dati contrastanti rispetto al settore produttivo ma conferma la positività dell'agroalimentare: se il settore manifatturiero veneto ha subito una contrazione valutabile nell'1,7 per cento e i consumi alimentari sono diminuiti del 3,8 per cento, l'agricoltura ha registrato un calo assai limitato, dello 0,4 per cento. Pare però più consistente l'incidenza negativa sul reddito aziendale e sull'occupazione, a causa di costi di produzione in forte crescita.

«Ed è proprio il reddito delle aziende al centro della nostra attenzione – ha ribadito Manzato – per il quale stiamo analizzando anche come poter interagire strutturalmente sul fronte del contenimento dei costi. Ci troviamo infatti di fronte ad una crisi della quale non conosciamo le esatte entità e durata, che dobbiamo affrontare in maniera aggressiva per non subirla e mantenere le posizioni di mercato, mettendo in campo strategie per la competitività delle imprese. In proposito la stessa PAC ha previsto la possibilità di interventi per strategie strutturali da parte dei Paesi membri dell'Unione». Di sicuro occorre «pensare» al sistema in maniera nuova. Per il vino, ad esempio, settore forte per i risvolti economici e di immagine, «stiamo valutando se c'è consenso verso una DOC Veneto per i vini internazionali». «Confermiamo inoltre l'intervento sul versante della commercializzazione – ha aggiunto Manzato – dove stiamo costruendo il consorzio export con le filiere, in maniera tra l'altro da trasformare gli eventi promozionali in occasioni per chiudere contratti commerciali. Nei prossimi giorni dovremmo anche chiudere un accordo per la distribuzione nel Veneto e stiamo lavorando per un accordo forte sui mercati internazionali. Il nostro obiettivo è valorizzare tutto il sistema veneto, partendo dal mercato interno per passare subito a quello nazionale e internazionale».

I dati generali sull'andamento del settore (reperibili al sito www.venetoagricoltura.org) sono stati illustrati dal responsabile del settore economico di Veneto Agricoltura Alessandro Censori. Risulta riconfermata la preminenza di produzioni quali il vino, il mais, i radicchi e la zootecnia, ma con andamenti altalenanti. Diminuisce il numero delle imprese agricole ma aumenta quello delle agroalimentari, cresce il numero delle società di capitali e persone e diminuiscono le ditte individuali. Il peso dell'agroalimentare veneto rappresenta peraltro il 13 per cento del totale nazionale; cresce del 17 per cento l'export ma aumenta pure l'import, del 10 per cento, con preminenza in entrambi i casi per il mercato europeo.