5 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
Età pensionabile delle donne

«La crisi non si risolve con aumento età donne»

Così in una nota congiunta la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, e la segretaria generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, sull’ipotesi di equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico

«La crisi non si risolve con l’innalzamento obbligatorio dell’età pensionabile delle donne». Così in una nota congiunta la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, e la segretaria generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, sull’ipotesi di equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico.

La nuova proposta, sostengono le due dirigenti sindacali, «non può essere spacciata per una grande opportunità, ma soprattutto non si può ‘scaricare’ sulle donne il peso di una situazione di crisi economica, disconoscendo che le donne hanno un accesso ritardato al mercato del lavoro e una frammentazione della vita lavorativa dovuta alla maternità, ai lavori di cura dei figli e dei genitori». Inoltre, spiegano, «non va dimenticato il fenomeno dei licenziamenti in bianco delle lavoratrici in caso di maternità e che oggi rischia di riprendere terreno: anche in questo caso l’attuale governo ha pensato bene di cancellare la legge 188/2007 che rappresentava un elemento di garanzia per le lavoratrici così come per le imprese più serie».

La Cgil «ha da sempre sostenuto la necessità di ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile: il sistema contributivo - continuano le sindacaliste - non ha senso se non viene introdotta la flessibilità in uscita e se non vengono definiti e riconosciuti i lavori usuranti». Come Cgil e come Spi, concludono Piccinini e Cantone, «siamo per un confronto di merito non demagogico: non si mettono i giovani precari, i disoccupati, i cassa integrati l’uno contro l’altro ma si costruisca un percorso che dia ai cittadini e alle cittadine italiani certezze e tutela dei diritti».