19 maggio 2024
Aggiornato 16:30
Inflazione: cala al 2,7% a novembre, crollano i prezzi dei carburanti

«I prezzi dei prodotti alimentari continuano a crescere»

Per Adoc una speculazione immotivata che danneggia famiglie e paese

L'inflazione a novembre cala, secondo i dati definitivi dell'Istat, al 2,7% dal 3,5% di ottobre, spinta dal crollo dei prezzi dei carburanti. Per Adoc è il calo più vistoso registrato nell'ultimo decennio, ma emergono dati contraddittori sui costi degli alimentari, che continuano a crescere.

«Il crollo dei prezzi del settore energia, soprattutto dei carburanti, ha contribuito al calo deciso dell'inflazione - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - ma è paradossale e contraddittorio che, nonostante gli ultimi mesi di calo progressivo dell'inflazione, il livello dei prezzi degli alimentari continui a salire, secondo le nostre stime del 6%. Un aumento immotivato, che ci porta a credere che sia in atto una grave speculazione in questo settore, a danno delle famiglie e dell'economia del Paese. E che spinge altri settori dell'industria e del commercio verso una crisi ancora più profonda, visto che i beni secondari, come elettrodomestici e arredamento, vengono relegati nel cassetto dei desideri, considerati come un lusso. Basti pensare che la spesa alimentare consuma circa il 22% delle entrate di una famiglia di quattro persone, circa 7.200 euro l'anno su 33.000 euro di reddito netto. Con un aumento dei prezzi tra il 4% segnato dall'Istat e il 6% da noi stimato, se ne deduce che il rincaro medio di spesa mensile per i prodotti alimentari sia di 35-40 euro. L'equivalente della social card promossa dal Governo. Una spesa a cui vanno aggiunte tutte le altre spese incombenti e irrinunciabili, dalla casa ai trasporti.»

Per Adoc, considerando la situazione attuale di crollo dei costi energetici, i prezzi dovrebbero calare «naturalmente» del 15-18%.

«I prezzi dei prodotti alimentari sarebbero dovuti calare del 15-18% - continua Pileri - considerando che negli ultimi mesi si sono ridotti i costi di trasporto degli stessi e i costi delle utenze dei locali di vendita e commercio. Al contrario, sono aumentati. La crisi dei consumi non risparmia neanche le festività natalizie. La GDO è in grave crisi, rispetto al dicembre dello scorso anno registriamo un calo delle vendite del 28%. Le casse sono deserte, le file inesistenti, come non si è mai visto negli ultimi 10 anni. Alla crisi della GDO fa da contraltare la crescita dei discount e dei mercati rionali, unici a dare la possibilità alle famiglie di soddisfare le proprie esigenze alimentari senza rimetterci lo stipendio La crisi si sarebbe potuta contenere se i saldi fossero stati anticipati al 20 dicembre e se le tredicesime fossero state detassate. I 300 euro in più nel portafoglio derivanti dalla detassazione avrebbero potuto essere investiti in regali, viaggi e spese alimentari, contribuendo alla ripresa dei consumi. Così non è stato, e il Natale che ci prepariamo a passare sarà a consumi sottozero.«