17 giugno 2024
Aggiornato 09:30
Dichiarazione di Alfio Nicotra, segretario regionale PRC Lombardia

«CAI fischia, Formigoni accorre»

Il Presidente della regione pronto a sacrificare lo scalo di Linate-Orio al Serio

Sollecitato dai «capitani coraggiosi» della Cai-Compagnia aerea italiana, Roberto Formigoni si dice disponibile a mutilare l’aeroporto di Linate-Orio al Serio per rilanciare quello di Malpensa.
Dunque, se fino a ieri ripeteva «decida solo il mercato, la politica deve restarne fuori», oggi Formigoni si dispone a fare l’esatto opposto, favorendo il pretenzioso hub voluto da lui e dalla Lega nella brughiera varesina, a spese dello storico scalo milanese premiato da viaggiatori e compagnie aeree per la maggiore funzionalità ed efficienza.

Ma per il presidente della Lombardia, come per l’amico-concorrente Berlusconi, il mercato è sovrano con i soldi pubblici, cioè serve a socializzare le perdite e i disagi, privatizzando tutti i possibili vantaggi economici.

Nel caso in questione, «la Cai fischia, Formigoni accorre», commenta lapidario il segretario del Prc Lombardia Alfio Nicotra.

«La vicenda Alitalia, con le sue terribili ricadute sull’occupazione - ma anche sull’efficienza e sul prestigio internazionale del paese – sarà citato tra i casi esemplari negli annali di storia e di economia», prosegue l’esponente comunista. «Il governo Berlusconi, è riuscito a trasformare una situazione molto difficile in un pasticcio inestricabile, in un’irreparabile catastrofe economica.

«Resta un interrogativo, conclude Nicotra. «Quanto potrà spingersi ancora avanti, in questa vicenda, la classe politica di centrodestra che domina l’Italia e la Lombardia, nella rovinosa subordinazione della politica agli affari, nel totale disprezzo del bene comune?»

Un interrogativo che va esteso al destino di tutto il paese, dove il fallimento dell’intero sistema neoliberista viene scaricato sulla collettività e sui ceti più deboli. Rifondazione comunista darà la sua risposta domani insieme a milioni di lavoratori, di pensionati e di studenti, nello sciopero generale indetto dalla Cgil e dai sindacati di base: la crisi la paghi chi l’ha scatenata.