20 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Mercoledì 17 dicembre la riunione del CNCU sarà occasione di un confronto sulla normativa

Class action: luci ed ombre del nuovo testo

Paolo Landi, Adiconsum: «Indispensabile apportare alcuni miglioramenti, anche per evitare aspetti di incostituzionalità»

Avevamo condiviso l’esigenza di apportare miglioramenti al testo della normativa approvato dal precedente Parlamento, perché ingestibile e scarsamente efficace.
Il nuovo testo della class action è certamente migliore del precedente. Esso prevede:
• l’esecutività della sentenza e la condanna (nel precedente c’era solo l’accertamento di un diritto);
• l’operatività di un filtro con la prima udienza in Tribunale;
• l’obbligo dell’impresa condannata di depositare cautelativamente le somme del risarcimento in attesa dei vari gradi di giudizio.

Fra i limiti più rilevanti che occorre modificare:

• la legittimazione alla class action
è riconosciuta anche ai consumatori singoli, e non solo alle associazioni e ai comitati, come nel precedente testo, ad avviare la class action, contrariamente a quanto stabilito dalle class action degli altri Paesi europei e dagli indirizzi della stessa Unione europea. Un aspetto che deve essere corretto (anche per evitare che le class action diventino un business per gli uffici legali);

• il danno punitivo
nel caso di inammissibilità all’azione collettiva, il giudice può stabilire a favore dell’impresa una sorta di danno punitivo i cui costi andrebbero a carico della parte soccombente. Non è prevista, invece, la reciprocità cioè l’inverso (ammissione all’azione collettiva, danno punitivo a favore dei consumatori, costi a carico dell’impresa). La reciprocità potrebbe consentire di rispondere ad un’ulteriore condizione prevista dalla normativa e cioè l’informazione ai consumatori, i cui costi sono a carico dei promotori dell’azione collettiva;

• i tempi di esecutività della sentenza
ammontano a 6 mesi dalla sua pubblicazione. Indispensabile una loro riduzione;

• retroattività
è prevista solo per gli illeciti avvenuti dopo il 1° luglio 2008, escludendo quindi tutte le vicende legate al risparmio tradito (Parmalat, Cirio, ecc.).