27 maggio 2024
Aggiornato 03:00
EXPO 2015

«Assolombarda alla gestione, soldi pubblici gestiti da privati»

Lo dichiara Alfio Nicotra, segretario regionale Prc Lombardia

Diana Bracco, presidente di Assolombarda, è da ieri presidente di So.ge, la società partecipata dal ministero dell'Economia, dalla Regione Lombardia, dal Comune e dalla provincia di Milano, che dovrà gestire Expo 2015.

«Tutti conoscono le nostre motivate perplessità sull'operazione Expo per come è nata e, ancor più, per come si sta profilando», dichiara il segretario lombardo, membro della direzione nazionale del Prc, Alfio Nicotra. «Oggi però siamo a un salto di qualità, perché alla testa della società pubblica che gestirà un fiume di denaro - anch'esso pubblico -, destinato all'evento, vien posto proprio il capo degli industriali lombardi. Per noi si tratta di uno scandalo bello e buono.

«Una scelta chiarissima, sia sul piano reale che simbolico. Saranno il profitto e la rendita i beneficiari incontrastati di Expo 2015. Bene ha fatto il presidente Penati a mettere a verbale la contrarietà della Provincia di Milano alla nomina.

«Il centrodestra avvia il sacco di Milano e Lombardia esponendo il nostro territorio a un micidiale piano pluriennale di business e cemento. Il liberismo caritativo e paternalista che accomuna Formigoni, Moratti e Bracco faranno cadere qualche briciola dalla ricca mensa che si sta apparecchiando. Ma dai signori dell'Expo non verrà alcuna azione positiva per sanare le crescenti disparità e sofferenze sociali, né per il bene di città e territori sempre meno accoglienti e più che mai esposti al sacco della speculazione.

«Per quanto ci riguarda, vogliamo imprimere alle cose una diversa direzione di marcia, insieme ai movimenti e ai comitati dei cittadini.

«Non solo», conclude il segretario del Prc Lombardia. «Anche nelle sedi internazionali, a cominciare dal Forum sociale mondiale 2009 di Belèm, apriremo una campagna di sensibilizzazione e controinformazione sul vero significato che sta assumendo l'evento, imbellettato dai promotori coinvolgendo il premio Nobel ambientalista Al Gore e spendendo quintali di retorica sui temi della fame nel mondo».